Dio non punisce, libera. Sempre.

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Cartiglio con iscrizione
Particolare della decorazione degli archi nella chiesa di Fossombrone, ©PCB

Terzo appuntamento con la rubrica „Leggiamo la Bibbia con il teologo Simone Paganini“.

… E i cuori degli uomini si bloccarono. Un fratello abbandonava l’altro… spesso la moglie suo marito e – cosa quasi incredibile – i padri e le madri i figli, quasi non fossero loro…
«…E tu mangerai il frutto del tuo ventre, la carne dei tuoi figli e delle tue figlie…”

Il primo testo è del Boccaccio, il secondo è tratto dal capitolo 28 del libro del Deuteronomio. Se si andassero poi a vedere le descrizioni delle grandi epidemie del passato – da quella di Tucidide o di Lucrezio a quella del Manzoni – il tenore non cambierebbe.

Anche nella Bibbia un’epidemia rappresenta un disastro e non solo perché la gente muore. Un’epidemia è un disastro perché oltre al decadimento fisico, provoca anche il crollo delle strutture sociali e ancor più una decadenza morale e dei legami affettivi: ogni freno etico è spezzato e anche la legge sembra non aver più valore o – peggio ancora – viene utilizzata dai governanti per opprimere ulteriormente.

In tutte le epidemie raccontate nella Bibbia viene ben definita la responsabilità e anche la causa scatenante. Per il modo di pensare del mondo biblico, incentrato sull’idea di una correlazione causale automatica tra ciò che si fa e ciò che accade, un’epidemia è sempre mandata da Dio come punizione per una mancanza da parte dell’uomo. “Ma se non ascolterai la voce del Signore, tuo Dio, osservando e mettendo in pratica tutti i suoi precetti e le sue prescrizioni verranno su di te e ti colpiranno tutte queste maledizioni” (Deut 28,15) – grida la figura letteraria di Mosè, rivolgendosi al popolo di Israele, alla fine del quinto libro della Torah. È un avvertimento che lascia poco spazio alla speranza o a una via di fuga. La punizione sembra davvero ineluttabile.

Se ci si ferma a questo è facile anche oggi spiegare un’epidemia, o la malattia e la morte, come una punizione divina a fronte della colpa dell’uomo. Sarebbe un errore fondamentale. Il testo biblico, infatti, permette di uscire dal circolo vizioso di una tale visione. Mosè descrive non solo la fine dell’epidemia, ma sa anche, in anticipo, che il popolo sceglierà la vita (Deut 30,19) e che l’epidemia non vincerà. Dio non punisce, libera. Sempre.

Leggiamo la Bibbia con Simone Paganini:


Da luglio il nostro sito ha il piacere di presentare la rubrica sulla Bibbia a cura del teologo Simone Paganini, ordinario della cattedra di Teologia biblica all’università tecnica di Aquisgrana (RWTH-Aachen). La rubrica apparirà ogni mese e fino alla fine di quest’anno sarà dedicata alle sciagure, epidemie e catastrofi nella Bibbia, temi che hanno correlazioni con la pandemia che stiamo vivendo da oltre un anno e mezzo. Il prossimo anno invece sarà dedicato alle donne nella Bibbia. Sul Corriere d’Italia di aprile e su www.delegazione-mci.de era apparsa l’intervista “Non racconto cose nuove ma forse in maniera innovativa”, in cui Paganini ci raccontava la sua passione per la divulgazione della Bibbia. La sua profonda e solida conoscenza dei testi sacri unita all’accattivante capacità narrativa ne fanno non solo un docente ma anche un autore di libri (in Germania e in Italia) e un relatore assai apprezzato. (Udep).

Unzensiert, Simone Paganini, teologo, Aachen
Simone Paganini ©privat frei

Vai all’intervista al teologo Simone Paganini: „Non racconto cose nuove ma forse in maniera innovativa“