La chiesa vicina ai credenti

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Natività, ©PCB
Natività, ©PCB

„la chiesa deve essere vicino ai suoi credenti in questi giorni particolari e offrire gli spazi per l’incontro con Dio e per la preghiera comune e, nella misura in cui questo è possibile, anche con una messa per la celebrazione dell’Eucarestia“.

di Paola Colombo

Così il vescovo Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK), esorta in una lettera (17 dicembre, scaricabile qui sotto) i cattolici in Germania ad avere un comportamento molto responsabile e a rispettare che le norme igieniche che sono inderogabili.

Circa il dilemma se celebrare le messe a Natale o ridurle o non celebrarle affatto, la posizione della Conferenza episcopale è chiara rimanda alla responsabilità personale. Il vescovo Bätzing ha però sottolineato che il programma delle messe natalizie potrebbe subire delle variazioni a livello regionale qualora l’evoluzione della pandemia lo rendesse necessario. Per questo la chiesa resta in contatto con il mondo politico e le autorità locali.

Celebrazione delle Messe a Natale

Che il governo non vieti la celebrazione delle messe a Natale, è quanto emerso dall’incontro di martedì sera (15 dicembre 2020) fra i rappresentanti delle religioni e il segretario di stato del ministero degli Interni, Markus Kerber. Sarà necessario, ma non è una novità, rispettare le distanze di 1,5 metri, tenere la mascherina anche al proprio posto e non cantare. Inoltre c’è l’obbligo di iscrizione se è prevista una folta partecipazione.

Di fronte alle ulteriori restrizioni in vigore dal 16 dicembre in tutto il territorio federale, andava fatta chiarezza sulla possibilità di celebrare le messe, dal momento che le chiese solo attualmente l’unico luogo chiuso in cui possono radunarsi più di dieci persone.

L’esito di questo incontro fra governo e rappresentanti delle chiese cattolica, protestante, della comunità ebraica e musulmana, garantisce la libertà religiosa, sancita dalla Costituzione.

Lettera ecumenica

In seguito all’incontro il presidente della conferenza episcopale tedesca, il vescovo Georg Bätzing e il vescovo Dr. Heinrich Bedford-Strohm, presidente del Consiglio della chiesa evangelica hanno redatto una lettera ecumenica (17 dicembre) rivolta a tutti per infondere coraggio e speranza in questo Natale in pandemia e lockdown.

„Non temete“ è l’annuncio degli angeli ai pastori e con queste parole si apre la lettera ecumenica che prosegue: „In questi giorni abbiamo molto bisogno di questo ‚Non temete!‘, poiché la situazione del coronavirus fa paura, è grave. (…). Proprio in queste paure e timori noi cristiane e cristiani percepiamo la luce della festa di Natale. Nella paura e nell’angustia restiamo attaccati al bambino nella greppia e manteniamo la fiducia che Dio è con noi in ogni situazione. Dio con voi!“.

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Infine i due articoli seguenti esprimono la portata della dimensione etica della scelta fra libertà di vivere la religiosità e la salvaguardia della salute, che è il presupposto per vivere la fede.

Il padre dominicano Thomas Eggensperger, direttore dell’Istituto Marie-Dominique Chenu, e docente di etica sociale, nell’intervista a Katholisch.de invita i vescovi a sconsigliare la partecipazione alle messe di Natale: „sarebbe l’unico modo di festeggiare il Natale con la coscienza a posto“.

Per le questioni legate ai rapporti chiesa e stato e fin dove si possa spingere l’ingerenza dello stato nella chiesa dal punto di vista del diritto, si rimanda all’intervista al docente di diritto ecclesiastico Hans Michael Heinig.