Tradizionale processione della Madonna delle Grazie a Calw

96
La processione della Madonna delle Grazie a Calw

(di Tony Màzzaro) – Da oltre tre decenni la comunità mirabellese celebra a Calw (Foresta Nera) la Festa della Madonna delle grazie, protettrice di Mirabella Imbaccari (comune vicino a Catania). Il Convegno Eucaristico a Matera e le consultazioni elettorali nazionali e regionali di Sicilia hanno impedito ad autorità ecclesiastiche e civili di presenziare all’ormai tradizionale appuntamento della terza domenica di settembre. Il vescovo Calogero Peri di Caltagirone è stato sostituito dal vescovo ausiliare Gerhard Schneider di Rottenburg/Stuttgart mentre il consiglio comunale è stato rappresentato dal sindaco Giovanni Ferro insieme all’Oberbürgermeister di Calw Florian Kling e al Console Generale Massimiliano Lagi. Con la loro partecipazione essi hanno testimoniato alla comunità italiana apprezzamento e sostegno al processo di integrazione locale. 

La comunità mirabellese di Calw è fra le poche, almeno nel Baden-Württemberg, a mantener vivo l’attaccamento alle tradizioni di fede popolare con la processione del Venerdì Santo e con la Festa della Madonna delle Grazie, come ci testimonia il 43enne Nicolò Bozzella, espressione di una seconda generazione che, in modo esemplare, sta dando il cambio a suo padre, Aldo, ormai 70enne. “Per noi è molto importante questa festa della Madonna perché molti connazionali e paesani che sono già stati a Mirabella Imbaccari in estate partecipano con devozione a questa festa”.

Qual è il carico di lavoro del consiglio pastorale della nostra Missione cattolica per l’organizzazione di questo tradizionale evento religioso?
Ci sono tantissime cose da preparare e organizzare, iniziando con i permessi della città di Calw e finendo con la messa a posto di tutto dopo la festa. Come potete ben immaginare la preparazione, lo svolgimento e poi anche il seguito dei festeggiamenti richiedono molto lavoro. Questo lavoro viene svolto soprattutto dai fedeli volontari. Il Consiglio pastorale ha il compito di organizzare ogni minima parte e trovare i volontari, altrimenti non sarebbe possibile questo evento.

Che sensibilità, interesse o curiosità riscontrate di anno in anno da parte dei nostri connazionali ormai di seconda e terza generazione?
In effetti c’è un calo di interesse soprattutto da parte delle famiglie più giovani. Sul fronte anziani molte volte per motivi di salute non riescono a frequentare.

Qual è il vero collante di questa forte espressione di fede popolare italiana in una realtà tedesca?
Penso che il collante sia in primis la Madonna delle Grazie! Naturalmente sono importanti anche gli ospiti che ci vengono a trovare da Mirabella Imbaccari: autorità religiose e civili.

Quanto sostegno trovate nell’ambito della Diocesi di Rottenburg/Stoccarda?
Il sostegno è soprattutto finanziario. Abbiamo un budget annuale da poter spendere per le diverse feste. Le feste che hanno più costi sono quelle della Madonna e la processione del Venerdì Santo. Quest’anno il vescovo ausiliare di Rottenburg/Stoccarda Dr. Schneider ha accolto il nostro invito celebrando la Messa Pontificale e guidando la processione.

Quest’anno si sono registrate alcune significative assenze: di mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone e di don Marco Carella, parroco di Mirabella. Colpa delle elezioni politiche in Italia?
Quest’anno il vescovo di Caltagirone, mons. Peri purtroppo non è stato presente perché era a Matera al Convegno Eucaristico dove è intervenuto anche il Papa. Invece il parroco di Mirabella Imbaccari, don Marco Casella non è venuto per il Covid, ma ha mandato don Paolo Politi. Anche lui è da tanti anni che viene per la nostra festa a Calw.

Anche le feste religiose hanno un costo. Di che somma c’è bisogno e di quanto avete potuto disporre quest’anno?
I costi dipendono dagli ospiti che ci vengono a trovare dall’Italia. Sono i costi più importanti per la festa della Madonna. Infatti, bisogna pagare voli, vitto e alloggio agli ospiti che invitiamo. Ma gli ospiti come il vescovo Peri, il parroco di Mirabella o come quest’anno don Paolo, ma anche il sindaco di Mirabella, Giovanni Ferro sono ospiti fondamentali per la festa della Madonna, perché attirano molti fedeli a partecipare e a tenere vivo il contatto con il paese di Mirabella Imbaccari. Il budget di 7.000 euro vale per tutto l’anno e bisogna spenderlo bene, anche per le altre feste dell’anno.

Come si rapportano con questa festa i giovani e le famiglie di matrimoni misti?
I giovani non vogliono prendersi alcune responsabilità e sono spesso impegnati con altre cose. Le famiglie di matrimoni misti purtroppo non vengono alle nostre feste. Io ho una moglie tedesca. Lei viene alle feste con i miei figli perché glielo chiedo e sa quanto sia importante per me. Ma del resto non incontro famiglie di matrimoni misti alle nostre feste.

È legittimo il timore di molti connazionali che con l’avanzare dell’età della prima generazione, notoriamente, comprensibilmente e saldamente legate alle tradizioni della realtà di origine, queste tangibili espressioni di fede popolare si perdano?
Sì. La nostra preoccupazione è che queste nostre tradizioni si perdono. Gli anziani non ce la fanno più e i giovani non hanno molto interesse. Aiutano quando vengono chiamati, però non vogliono avere responsabilità. 

È a noi tutti noto che cattolici e protestanti vivono da anni una forte carenza di vocazioni e un considerevole numero di fedeli voltano le spalle all’istituzione Chiesa. Quanto sicura è la presenza del vostro missionario?
La presenza di un missionario, un prete che guidi la comunità e la riunisce è molto importante. La parola di un prete ha ancora un peso e abbiamo bisogno delle sue incitazioni anche al di fuori delle Messe, nella vita sociale di ognuno di noi, specialmente per convincere i giovani a far parte della comunità cattolica.