Nella giornata di San Bartolomeo (24 agosto), il duomo di Francoforte e la città hanno festeggiato il loro patrono con una solenne celebrazione eucaristica in Duomo e con il conferimento della Bartholomäusplakette, l’onoreficienza consegnata tradizionalmente dal 1987 a due volontari che si sono contraddistinti per il loro impegno nella Chiesa.
- di Paola Colombo
Quest’anno è toccata a Filomena Duron, catechista della comunità cattolica italiana di Francoforte Centro e vicepresidente del Consiglio delle comunità di altra madrelingua, e a Stefan Hektor.

Nella laudatio per Filomena Duron, letta da Gabriella Massaglia in assenza del parroco don Matteo Laslau, don Matteo ha sottolineato l’impegno discreto di Filomena Duron e quanto il riconoscimento a lei abbia un significato per l’intera comunità cattolica italiana di Francoforte: „Questa onorificienza non ha solo un valore personale ma è forte segno di quanto la nostra comunità sia riconosciuta come parte viva della vita ecclesiale della città“. Il conferimento della Bartholomäusplakette ci riguarda tutti, porta luce nella vita di tutta la comunità, ha aggiunto. „Da più di trent’anni Filomena Duron ha legato la sua vita a quella della chiesa a fianco di personalità significative come padre Johannes Beutler, don Giovanni del Florian e altri preti, mettendo la sua energia, sensibilità e la sua fede a servizio di una pastorale concreta e misericordiosa“.
La laudatio di don Matteo per Filomena Duron ha ricordato il suo impegno tanti anni fa con il gesuita p. Beutler per le donne nel carcere femminile di Preungesheim con le visite e l’aiuto a cercare loro un impiego per potersi ricostruire una vita. Oggi è catechista ed è vicepresidente del Consiglio delle comunità di altra madrelingua.
Visibilmente commossa Filmena Duron nel suo ringraziamento ha citato la lettera di San Paolo ai Galati (3,28): „Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù“ parafrasandola in non ci sono più italiani, francesi, portoghesi, tedeschi, polacchi, perché siamo uno in Cristo.
Fede e amore si fondono nella vita.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella sala della Haus am Dom dopo la solenne celebrazione eucaristica in un Duomo gremito di fedeli, come non si vede neanche a Natale. Prima della messa una processione ha portato la reliquia di San Bartolomeno e la croce di Lampedusa (visibile in queste foto durante la consegna delle Bartholomäusplakette). Sono venuti dalle altre parrocchie cittadine, da altre comunità ecclesiali, come quella di madrelingua italiana. È stata una festa. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal parroco di San Bonifatius, Pfr. Werner Otto, mentre i cori di otto chiese cittadine hanno accompagnato musicalmente la liturgia diretti da Manuel Bleuel, insieme all’ensemble di fiati Frankfurter Dombläser, e al direttore musicale del Duomo, Andreas Boltz all’organo.

Il brano dal vangelo di Giovanni (1, 45-51) sull’incontro di Natanaele (Bartolomeo) con Gesù con quel „prima che Filippo di chiamasse, io to ho visto“ è stato oggetto della predica in tandem di Michael Thurn e Christiane Moser-Eggs, che dirigono la Chiesa di Francoforte da maggio 2024, dopo il pensionamento del decano cittadino, Pfr. Johannes zu Elz.
Nel pomeriggio le comunità di altra madrelingua hanno sorvegliato la reliquia di san Bartolomeo, esposta per i fedeli.






