Tempo di nutrimento e di ricarica

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di P. Sergio Rotasperti - 

Esercizi spirituali in Stadtbergen. «Sono dell’idea che tutti dovrebbero fare gli esercizi spirituali. Come si può pensare di pianificare alla luce di Cristo senza fermarsi con lui?»

Come da lunga tradizione, anche quest’anno la Delegazione ha proposto una settimana di esercizi spirituali, svoltisi dal 2 al 6 marzo ad Augusta presso Exerzitienhaus Leitershofen in Stadtbergen. Buona la partecipazione di sacerdoti, collaboratori e collaboratrici, con l’adesione di circa 30 partecipanti, presenze che la Delegazione si augura di incrementare nei prossimi anni.

Impegnati spesso in frenetiche attività pastorali, gli operatori rischiano di essere colpiti dal virus dell’attivismo, perdendo il senso di quello che si fa nelle varie missioni cattoliche. Per questo è essenziali che non si snobbi questo vitale offerta spirituale.

Prendersi cura della propria interiorità

Ma perché partecipare a un corso di esercizi proposto dalla Delegazione? Lo abbiamo chiesto ad alcuni partecipanti, al termine della settimana di esercizi.

Per Flavia, attiva collaboratrice nella missione di Wuppertal vi è una necessità spirituale che proviene dal sentirsi stranieri in un terra, in cui spiritualmente ci si può smarrire e svilire: «vivo in terra straniera e ho bisogno quasi fisico di nutrirmi della Parola nella mia lingua madre. Lo scambio intergenerazionale è un valore aggiunto in termini di conoscenza reciproca e sostegno spirituale».

Don Angelo, missionario in Wuppertal, aggiunge: «Gli esercizi spirituali per me sono una tappa necessaria nel cammino di fede, una sosta sempre attesa che rinfranca lo spirito, un momento per andare in disparte con il Signore e riposare un po‘, come egli stesso dice ai discepoli, è il momento di posare il capo sul petto del Signore come Giovanni nell’ultima cena oppure salire sul monte della trasfigurazione e sperimentare come i discepoli „Signore per noi è bello stare qui“, ecco toccare la bellezza dello stare con il Signore, della sua presenza, sentirla straripare nel cuore. È il tempo privilegiato dello stare con il Signore per poi andare, un tempo dove si rifà ordine nella propria vita di fede, un tempo per ritornare all’essenziale, una parentesi di eternità nella temporalità. Sono dell’idea che tutti dovrebbero fare gli esercizi spirituali, tutti i battezzati. Come si può pensare di pianificare alla luce di Cristo scelte fondamentali di vita senza fermarsi con lui? E come si può fare una revisione della vita di fede senza ancora fermarsi con lui? Il fermarsi, lo stare con lui è altrettanto importante quanto il camminare, anzi lo precede sempre. E ancora gli esercizi sono un’oasi nel deserto della vita, una sorgente di acqua limpida tra i pozzi screpolati che il mondo offre a profusione. E, per concludere, gli esercizi spirituali sono il padre misericordioso che accoglie il figliol prodigo, il padre che ci accoglie dopo i nostri giri al largo, lontani, in terre straniere perché lontani da Dio ogni terra è straniera».

Gli esercizi spirituali, dunque, sono un tempo prezioso per prendersi cura della propria interiorità. Sr Adriana, scalabriniana che vive a Ludwigsburg chiarisce ulteriormente: «Gli esercizi sono per me momenti di verifica del cammino compiuto e di rinnovamento, chiedendomi dove sto camminando, qual è il mio rapporto con Dio, dove sto crescendo e dove mi sento realizzata. È un tempo di ricarica e di rinnovamento. Essi sono il tempo più prezioso dell’anno, perché entro in profondo contatto con Dio, soprattutto se vi è un clima permanente di silenzio, ascolto della Parola di Dio e preghiera. Sono un tempo in cui rinnovo la consacrazione, dove trovo incoraggiamento e forza rinnovata, per ributtarmi nel quotidiano con maggiore energia cercando di cogliere il volto di Dio nell’altro che il Signore pone accanto a me».

In cammino con la chiesa

La proposta degli esercizi spirituali scaturisce dalla necessità di prendersi cura della formazione spirituale degli operatori spirituali che sono in servizio in Germania. Ma mediante una specifica caratteristica. Il taglio degli esercizi è sempre scelto in sintonia con il cammino che la chiesa tedesca percorre. Come si sa, lo scorso avvento 2019 la chiesa tedesca ha iniziato il suo cammino sinodale (Synodaler Weg, il quale durerà circa due anni e che ruota attorno a diversi forum. Alla luce del cammino sinodale, è stato proposto l’approfondimento dell’autorità nella Chiesa, tema che sarà ripreso ad aprile al convegno nazionale dei laici (24-26 aprile).

Se io vi ho lavato i piedi

Fr. Ludwig Monti, biblista della comunità di Bose ha guidato gli esercizi aiutando i partecipanti a comprendere il senso dell’autorità nel vangelo di Marco. La lettura di una selezioni di testi ha messo in evidenza come l’autorità non solo è un servizio ma, stando al suo significato etimologico, è l’esercizio del “far crescere l’altro”. E proprio chi vive nell’umiltà e lontano dai riflettori dovrebbe essere scelto per essere messo a capo, poiché l’autorità non dipende dal grado di intelligenza che uno possiede, ma dalla capacità di costruire il consenso nella comunione e riconciliazione.

Gesù ha esercitato la sua autorità non imponendola, ma vivendo lui stesso da servo. La tradizione evangelica ci narra come egli ha esercitato la sua autorità percorrendo un cammino di impotenza e annullamento, fino alla croce. Un cammino che i discepoli non comprendono, addirittura rifiutano e di cui hanno paura. Per noi oggi un paradigma e un monito.

Percepire Dio nel quotidiano

Gli esercizi spirituali non sono un corso biblico e non servono solo a darsi del tempo per un giusto riposo fisico e interiore. Essi sono un tesoro da custodire e, soprattutto da far fruttificare: «Torno a casa sazio, rinvigorito, rincuorato, rinfrancato spiritualmente ma non solo, perché quando il cuore riposa in Dio, tutto il resto rifiorisce, rinasce». Essi sono una tappa che aiuta ad avere un’ottica diversa nel vedere Dio, gli altri, se stessi. Lo sguardo di Dio.