Taranto, Settimana sociale, 21-24 ottobre

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Il pianeta, clima, settimana sociale, #tuttoèconnesso
Locandina della 49ᵅ Settimana Sociale dei cattolici italiani

La Settimana Sociale dei cattolici italiani quest’anno sarà dedicata ai temi urgenti dell’ambiente in un orizzonte che tiene conto della dimensione mondiale e di quella locale, perché #tuttoèconnesso. Non a caso la Settimana Sociale si tiene a Taranto, città dove l’inquinamento ambientale causato dall’acciaieria Ilva che ha messo a repentaglio la salute di molti tarantini.

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La 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani è anche social. Tutte le sessioni dell’evento “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”, in programma dal 21 al 24 ottobre, potranno essere seguite in streaming sul sito www.settimanesociali.it e sui canali YouTube e Facebook della Conferenza Episcopale Italiana: www.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana/; www.youtube.com/ChiesaCattolicaItaliana.
La pagina Facebook delle Settimane Sociali (www.facebook.com/Settimanesociali/) invece offrirà aggiornamenti, interviste, brevi video. Gli hashtag dell’appuntamento sono: #ilpianetachesperiamo; #tuttoèconnesso; #settimanesociali.

Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord: „A cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si’, la Chiesa italiana non poteva non farsi carico del grido della Terra e del grido dei poveri. La pandemia ci ha fatto piombare in un senso di precarietà che il frastuono godereccio ci aveva fatto dimenticare. Gli scienziati ci ricordano che il tempo per invertire la rotta è quasi terminato. Certamente è una novità il programma della Settimana sociale ma il tema dell’ambiente, dal pontificato di Giovanni Paolo II, è sempre stato un pensiero costante. Al termine del Giubileo del 2000 Giovanni Paolo II si chiedeva: può un cristiano rimanere indifferente di fronte al profilarsi di un dissesto ecologico?“ (Fonte Agensir)


I disastri ambientali e la loro ricaduta sul tessuto sociale e sulla vita delle persone, sulle prospettive dei giovani, li vediamo anche in Italia. Segue un estratto dall’intervista a Maurizio Patriciello, parroco di Caivano nella Terra dei Fuochi (Fonte Agensir)

Cosa si aspetta dalla Settimana sociale?

Già è importante che ci sia questo appuntamento nel quale la Chiesa cattolica italiana – e non solo – riflette sul connubio tra ambiente, lavoro, futuro. Come dice Papa Francesco, è tutto connesso. Non dimentico le sue parole di quel 27 marzo 2020, in una piazza San Pietro deserta: pensavamo “di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Ma se il mondo è malato anche noi ci ammaliamo, se è sano il mondo saremo sani anche noi. Al di là delle piccole risposte che può dare pure la Chiesa, il lavoro è un problema politico.La Chiesa può essere sentinella, custode, può allertare gli animi e avvertire se si intraprende una strada sbagliata, ma i soldi da stanziare sono decisi dalla politica, come pure il lavoro da incrementare è una scelta politica.

A suo avviso, qual è l’orizzonte che abbiamo di fronte a noi sul fronte ambientale?

Ci sono situazioni diverse. I vari Siti di interesse nazionale (Sin) presentano caratteristiche diverse: un conto è parlare di Taranto con l’ex Ilva, un conto di Vincenza con i Pfas, un conto della Terra dei fuochi. In ogni regione i vescovi debbono guardare il problema a livello internazionale – i ghiacciai che si sciolgono, le plastiche nell’oceano, la temperatura che aumenta, le migrazioni -, ma anche conoscere le criticità del territorio diocesano.

Tutti insieme i vescovi devono fare da pungolo.

Richiamo le parole del Papa nella Laudato si’: “È lodevole l’impegno di organismi internazionali e di organizzazioni della società civile che sensibilizzano le popolazioni e cooperano in modo critico, anche utilizzando legittimi sistemi di pressione, affinché ogni governo adempia il proprio e non delegabile dovere di preservare l’ambiente e le risorse naturali del proprio Paese, senza vendersi a ambigui interessi locali o internazionali”. Infatti, se la società civile non obbliga coloro che ci governano a fare delle scelte importanti non sarà mai possibile un contrasto ai reati ambientali, perché ci sono interessi economici enormi e le persone non si fanno tanti scrupoli di sversare liquami. Il Papa sa che fa comodo agli industriali disonesti, ai politici corrotti, collusi o ignavi sfruttare l’ambiente. Se uccidi con una bomba una decina di persone, la strage ha un grande impatto emotivo.Se uccidi un intero popolo come sta succedendo in Terra dei fuochi avvelenandolo, questo avviene lentamente, perché prima le persone si ammalano, poi finiscono in ospedale e infine muoiono. Ma tutto ciò non suscita grande impressione.