Settant’anni di storia, di fede, di accoglienza e di servizio. La Missione Cattolica Italiana di Hannover ha celebrato il suo importante anniversario con una giornata di festa, di preghiera e di fraternità, vissuta insieme alla comunità italiana e alla presenza di numerosi sacerdoti, rappresentanti della Chiesa e delle istituzioni.
- di Nicola Moles
La giornata è iniziata con una mostra fotografica curata e animata da Bartolomeo Guercio, membro del Consiglio pastorale, che ha accompagnato i presenti attraverso alcuni momenti significativi dei settant’anni di storia della Missione. Le fotografie hanno permesso di ricordare persone, attività, incontri e avvenimenti che hanno segnato il cammino della comunità italiana a Hannover.
Il momento centrale della giornata è stata la Santa Messa, presieduta da don Cristian Hennecke, responsabile dell’area delle Missioni Cattoliche della Diocesi di Hildesheim. Ha concelebrato anche monsignor Wolfgang Semmet, preposito e decano regionale, insieme a padre Thiago de Oliveira Raymundo, della Missione Cattolica di lingua spagnola; padre Dr. Aphrodis Nizeyimana, della Missione Cattolica Italiana di Solingen; padre Sydney George Sibanda, proveniente dallo Zimbabwe, e don Nicola Moles, della Missione Cattolica Italiana di Hannover. Era presente anche Nadine Willke, coordinatrice delle Comunità cattoliche internazionali.

Alla celebrazione ha partecipato anche il console generale d’Italia a Hannover, Piero Vaira, insieme alla consigliera Assunta Verrone, del Comites, a Giuseppe Scigliano, del CGIE, e a Michael Habel, amministratore parrocchiale della chiesa di Santa Maria, dove la Missione Cattolica Italiana è accolta per la celebrazione dei sacramenti.
Non tutti i sacerdoti che avrebbero desiderato essere presenti hanno potuto partecipare, a causa di altri impegni pastorali già programmati. Hanno tuttavia voluto unirsi spiritualmente alla comunità, accompagnando questo importante anniversario con la preghiera.
All’inizio della celebrazione, don Nicola Moles ha rivolto il proprio saluto alla comunità e agli ospiti, esprimendo la gratitudine per la loro presenza e sottolineando il significato di una storia lunga settant’anni, costruita grazile alla fede e all’impegno di tante persone.
Nell’omelia, don Cristian ha posto al centro della riflessione il significato della Missione. La Missione non è semplicemente un luogo, una struttura o un insieme di attività: è innanzitutto una comunità di persone chiamate a vivere e testimoniare il Vangelo.
La missione siamo noi, con la nostra storia, la nostra fede, il nostro servizio e la capacità di essere presenza cristiana nel luogo in cui viviamo.
Al termine della Santa Messa si è aperto un momento di saluti e ringraziamenti. Ha preso per primo la parola don Nicola Moles, seguito dal console generale Piero Vaira, da Mariella Costa e da Giuseppe Scigliano. È intervenuto inoltre Michael Habel, amministratore parrocchiale della chiesa di Santa Maria, che ha rivolto il proprio saluto alla comunità e ha espresso la vicinanza della parrocchia alla Missione cattolica italiana.
La festa è poi proseguita con un’agape cristiana, vissuta come momento di fraternità e condivisione. Attorno alla tavola, i partecipanti hanno potuto gustare numerose specialità della tradizione italiana, in particolare i sapori della tradizione del Sud Italia. La convivialità ha permesso di continuare la giornata in un clima semplice, familiare e gioioso.

Un momento particolarmente significativo è stato il taglio della torta, accompagnato dall’inno nazionale italiano. La festa è poi proseguita con la musica e i balli, coinvolgendo i presenti in un clima di amicizia e allegria.
Alla Santa Messa hanno partecipato circa 150-200 persone. Una presenza significativa, anche se l’auspicio era quello di poter condividere un anniversario così importante con una partecipazione ancora più ampia. Il settantesimo anniversario appartiene infatti non soltanto a chi oggi vive la Missione, ma anche a tutte le persone che, nel corso delle generazioni, hanno contribuito alla sua storia.
Celebrare settant’anni significa guardare con gratitudine al cammino compiuto, custodire la memoria di coloro che ci hanno preceduto e, nello stesso tempo, guardare al futuro.
La Missione cattolica italiana di Hannover continua così il proprio cammino, chiamata a essere luogo di fede, accoglienza, incontro e fraternità, insieme alle altre comunità cattoliche internazionali e al servizio degli italiani presenti sul territorio.
I settant’anni non sono soltanto una pagina di storia da ricordare, ma un cammino che continua. Una storia fatta di volti, di fede, di incontri e di servizio che guarda al futuro con la consapevolezza che, ancora oggi, la missione siamo noi.
Don Nicola Moles
Missionario della Missione Cattolica Italiana di Hannover






