Si è aperta a Stoccarda la sesta assemblea del Synodaler Weg (29-31 gennaio). Sono trascorsi quasi tre anni (marzo 2023) dalla precedente, conclusa con molti testi approvati ma molto era rimasto ancora aperto. Allora si era anche nel pieno del sinodo universale sulla sinodalità, un incrocio di percorsi che ha portato frutti, tant’è vero che la novità più evidente di questa assemblea è l’adozione della conversazione nello spirito, praticato nelle assemblee del sinodo a Roma.
di Paola Colombo
In questo momento mentre scrivo da cronista sul posto, i sinodali fanno conversazione nello spirito, siedono in gruppi di sette-otto persone, una di loro fa da facilitatore, valutano questi ultimi tre anni, ascoltano chi sta parlando, cercando di comprendere le ragioni di ciò che ascolta. Si vuole evitare il dibattito e crea empatia.
Questa sesta assemblea ha ricordato la presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zentralkomitee der deutschen Katholiken, ZdK), Imre Stetter-Karp nella conferenza stampa di apertura, ha due obiettivi, fare una valutazione se e come sono state implementate le delibere del Synodaler Weg e dare un’impostazione duratura e permanente alla sinodalità.
Georg Bätzing, presidente uscente della DBK, guarda al Synodaler Weg come un processo nato con coraggio: „Der Mut, wir machen das!“ ricordando la responsabilità che grava sulla Chiesa cattolica tedesca, per scandalo degli abusi sessuali, fattore determinante che ha dato inizio al cammino sinodale tedesco per dare risposte di riforme alle cause sistematiche degli abusi che sono state individuate dallo MHG-Studie del 2018 (commissionato dalla conferenza episcopale). Affrontare questa crisi ha portato a un cambio culturale nella Chiesa, ha aggiunto.
A Stoccarda sono riuniti 177 sinodali, sette osservatori, undici ospiti stranieri e 15 consulenti. C’è il nunzio apostolico a Berlino, arcivescovo Nikola Eterović, sempre molto critico nei confronti del Synodaler Weg, caldamente salutato da Bätzing. Mancano un paio di vescovi: il cardinale Woelki, i suoi vescovi ausiliari, p.e. Dominikus Schwaderlapp, il vescovo di Regensburg Rudolf Voderholzer.
Uno dei nodi controversi è la creazione di un Consiglio sinodale (Synodalrat). In questi ultimi tre anni una commissione Synodaler Ausschuss ha lavorato per dare una forma a una permanente struttura sinodale sovra diocesana, a fine novembre la commissione ha rilasciato lo statuto che il Comitato centrale dei cattolici tedeschi ha subito approvato. Nella prossima Conferenza episcopale di fine febbraio toccherà ai vescovi votare lo statuto. Se verrà approvato, come c’è da aspettarsi, il passaggio successivo sarà l’invio a Roma del testo.
Fin qui una sintesi per capire a che punto si è con questa sesta assemblea. Le cause, le strutture da cambiare, ma c’è dell’altro.
Se la cristianità non esiste più, nel senso che non è la cifra del contesto sociale, né in Germania, ma neanche in Italia e in molti altri paesi occidentali, il cristianesimo è missione in questa realtà che, guardandoci intorno, spaventa un po’ tutti. Questo è il clima con cui è aperta questa assemblea.
Una chiesa missionaria per il futuro
„Cinque anni di dibattiti appassionati hanno portato a un cambio di cultura, a un diverso modo di essere insieme fra vescovi e laici. Una chiesa missionaria e di diaconia in una società secolarizzata ha bisogno di risolutezza e coraggio e uno sguardo aperto in avanti“. (Imre Stetter-Karp).
Di fronte all’emorragia della Chiesa cattolica, (registrabile in numeri in Germania, 300.000-500.000 all’anno, per mezzo della tassa di culto n.d.r.), i servizi caritatevoli sono richiesti più che mai, ha detto Imre Stetter- Karp alla conferenza stampa di apertura “la nostra voce e la nostra energia sono richieste nell’impegno per la democrazia, la giustizia e la dignità umana. Essere cristiani è un marchio di fabbrica per una vita solidale, per l’attenzione, l’umanità, la speranza nel futuro”. Essere davvero una chiesa solidale per essere una chiesa più incisiva, più missionaria. “Siamo cambiati. Dobbiamo cambiare. Andremo avanti”.
Trovare soluzioni per la situazione della Chiesa in Germania
Il presidente, vescovo di Limburg Georg Bätzing: «Stiamo entrando in una nuova fase del Cammino sinodale. Dobbiamo vedere come vengono attuate le decisioni prese finora. C’è ancora molto da fare. Allo stesso tempo, la prevista Conferenza sinodale (Synodalkonferenz) fornirà uno strumento con cui noi, vescovi e laici, potremo affrontare insieme le sfide fondamentali della Chiesa in Germania, per dar forma a soluzioni sostenibili per il futuro. Con la futura Conferenza sinodale ci mettiamo in armonia con quanto stabilito nel documento finale del Sinodo universale. Iniziamo così una nuova tappa proprio come hanno chiesto Papa Francesco e Papa Leone XIV alla Chiesa universale“.
A proposito di sinodo universale ha proseguito Thomas Söding, teologo e numero due del ZdK.
Che cosa ha portato il sinodo universale
Thomas Söding ha partecipato alle assemblee del sinodo a Roma e riconosciuto che i problemi affrontati dal Cammino sinodale tedesco sono le questioni globali della Chiesa cattolica: “troppo poco controllo sul potere, troppo clericalismo, troppo pochi diritti delle donne, troppa esclusione a causa dell’orientamento sessuale. Il Sinodo universale ha anche dimostrato che non c’è una via d’uscita senza una maggiore partecipazione e trasparenza, senza maggiore controllo e responsabilità. Il Sinodo universale ha stabilito che il diritto canonico deve essere modificato. I laici non sono lì solo per consigliare il clero, ma devono essere parte attiva quando si tratta di prendere decisioni“. Nella relazione con le altre chiese locali ha aggiunto: „Siamo in stretto contatto, impariamo e trasmettiamo le nostre esperienze. Riceviamo molto sostegno dalla base e sempre più rispetto anche dalla gerarchia”. Sulle critiche che il Synodaler Weg ha avuto fuori dalla Germania Söding è convinto che “il Cammino sinodale ha le carte in regola per contribuire alla riconciliazione.
Empatia, cambio di prospettive e conversazione nello spirito
Il vescovo di Fulda Michael Gerber, vice presidente della DBK ha sottolineato come questi anni lo abbiano aiutato a mettere in discussione in maniera critica alcuni atteggiamenti e approcci su diversi temi: «Molti degli eventi che abbiamo vissuto negli ultimi mesi nella politica mondiale dimostrano che si stanno affermando nuove strategie caratterizzate esplicitamente dalla mancanza di empatia. Come vescovo, ho vissuto personalmente il percorso sinodale degli ultimi sei anni come una scuola di empatia“ riconoscendo l’opportunità nel dialogo aperto „con le vittime di violenza sessuale o con le persone queer“.
Sul metodo della conversazione nello spirito ha aggiunto che sono state le esperienze di empatia „a incoraggiarci a integrare il ‘dialogo nello spirito’ nel processo dell’attuale assemblea sinodale e nel futuro lavoro sinodale“. Infine, ha concluso: “Credo in Dio, che si rivela a noi nelle Sacre Scritture e nella tradizione della Chiesa, ma che allo stesso tempo mi viene incontro nella percezione del mio interlocutore e in particolare nella storia dolorosa, nelle lacrime, nel grido e nel silenzio di coloro che hanno subito grandi sofferenze nella nostra Chiesa“.
Il ZdK, Comitato centrale dei cattolici tedeschi e la conferenza episcopale tedesca (DBK) sono entrambi promotori del Synodaler Weg.
Il Synodaler Weg ha una presidenza bicefala composta dal presidente della DBK, il vescovo Georg Bätzing, e dalla presidente del ZdK, Imre Stetter-Karp e da una vicepresidenza, con il vescovo di Fulda, Michael Gerber, e il vice del ZdK, il teologo prof. Thomas Söding. Come anche per le assemblee precedenti, anche questa di Stoccarda è in livestream, non nella fase della conversazione nello spirito, ovviamente.






