Quale pastorale per le comunità d’altra madre lingua

93
dialogo e opinioni
Immagine simbolica: dialogo e opinioni ©Pixabay

Presentato lo studio „Evaluation“ della diocesi di Rottenburg-Stuttgart. Nell’incontro del Consiglio di Delegazione dello scorso 23 marzo si sono presentati sinteticamente i risultati della “Evaluation der Richtlinien katholischer Gemeinden anderer Muttersprache in der Diözese Rottenburg-Stuttgart” ossia la valutazione delle linee guida delle comunità cattoliche di altra madre lingua (GAM) nella diocesi di Rottenburg-Stuttgart.

Udep

Don Joseph Ambasseril, coordinatore di zona sud e don Désiré Matand, vicecoordinatore zonale, hanno presentato alcuni risultati della valutazione. Lo studio “Evaluation”, condotto dal prof. Bernd Hillebrand della IAF (Institut für Angewandte Forschung), Katholische Hochschule Freiburg e commissionato dalla diocesi Rottenburg-Stuttgart (DRS) consisteva in un sondaggio e in interviste. Al sondaggio hanno partecipato 1.946 persone (dalle diverse comunità di altra madre lingua), di cui 1.688 membri di comunità, 57 facenti parte del personale pastorale a tempo pieno, 64 sacerdoti di comunità di altra madre lingua e 137 membri di consigli pastorali di comunità di lingua tedesca. La partecipazione dalle comunità cattoliche italiane della DRS è stata inferiore a quella di altre comunità. Sono state intervistate 23 persone (tre decani di comunità tedesche, cinque sacerdoti che si sono formati all’estero fra cui un delegato, tre persone del personale pastorale formatisi in Germania e 12 membri di comunità). È emerso, ovviamente e giustamente, che i membri di GAM desiderano continuare a celebrare la liturgia eucaristica e i sacramenti nella loro lingua madre. Inoltre meno di un quinto dei cattolici di altra madre lingua ritiene che l’incontro coi cattolici di lingua tedesca sia stimolante e interessante, fermo restando che il 70 % delle GAM e il 90% delle comunità tedesche auspica una maggiore collaborazione reciproca. Questa maggiore collaborazione, secondo gli intervistati, deve svolgersi alla pari senza avere la percezione di essere ospiti e senza perdita della propria identità.

L’eterogeneità è la caratteristica che il lavoro della IAF mette in risalto: si tratta di eterogeneità non solo fra comunità locali tedesche e quelle di altra madre lingua, per esempio alcune comunità di considerano più conservatrici delle comunità tedesche; ma anche le GAM sono molto diverse fra loro: alcune sono fortemente legate alla propria identità nazionale. Inoltre le comunità cattoliche sono molto eterogenee anche al loro interno, sia per condizione sociale, sia per origine regionale, sia per anagrafe, per formazione e mentalità. Una pastorale di altra madre lingua non può non tener contro di queste differenze. Per tenere insieme tutto questo emerge dallo studio “Evaluation” la necessità di una maggiore competenza interculturale degli operatori pastorali, una competenza da raggiungere con il conseguimento di appositi corsi di formazione obbligatori anche per il personale pastorale di lingua tedesca. Infine per lo studio, alla base di ogni forma di cooperazione e di apprendimento interculturale c’è la comprensione dell’eterogeneità e delle differenze culturali. Per imparare a conoscere queste differenze e queste caratteristiche culturali occorrono spazi di incontro e di racconto, “out of the box” fuori dagli schemi, nei quali le diverse concezioni e le motivazioni che ci stanno dietro possono essere comunicate e apprese. Per creare questi spazi di incontro, scambio e dialogo ci vuole il coraggio di sperimentare e creatività.

Attualmente nella diocesi di Rottenburg-Stuttgart sono 215.000 i cattolici di altra madrelingua provenienti da 160 paesi; il nocciolo di 11 paesi raccoglie 180.000 cattolici. Nella diocesi esistono 99 comunità GAM.