Per vincere i mali del mondo

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Copertina Enciclica ©Libreria Editrice Vaticana
Copertina Enciclica ©Libreria Editrice Vaticana

Un manifesto per i nostri tempi per promuovere un’aspirazione mondiale alla fraternità. E’ la nuova enciclica sociale “Fratelli tutti” con cui papa Francesco si rivolge a tutte le persone di buona volontà al di là delle loro convinzioni religiose “per un futuro modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità nell’intera famiglia umana”. Per “guarire dalla chiusura del consumismo, dell’individualismo e rendere possibile lo sviluppo di una comunità mondiale che viva l’amicizia sociale”.

Di Egidio Todeschini

La politica al servizio del bene comune

La fraternità è da promuovere non solo a parole, ma nei fatti. Fatti che si concretizzano nella “politica migliore”, quella non sottomessa agli interessi della finanza, ma al servizio del bene comune, in grado di porre al centro la dignità di ogni essere umano e di assicurare il lavoro a tutti, affinché ciascuno possa sviluppare le proprie capacità. Una politica che, lontana dai populismi, sappia trovare soluzioni a ciò che attenta contro i diritti umani fondamentali e che punti ad eliminare definitivamente la fame e la tratta. Al contempo, Papa Francesco sottolinea che un mondo più giusto si raggiunge promuovendo la pace, che non è soltanto assenza di guerra, ma una vera e propria opera “artigianale” che coinvolge tutti.

Il Covid-19 ha messo in luce le nostre false sicurezze

Continua papa Francesco: “Possiamo far rinascere questa aspirazione mondiale alla fraternità dopo che il Covid-19 ha messo in luce le nostre false sicurezze. Al di là delle varie risposte che hanno dato i diversi Paesi, è apparsa evidente l’incapacità di agire insieme. Malgrado siamo iperconnessi, si è verificata una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti. Il mondo avanzava implacabilmente verso un’economia che, utilizzando i progressi tecnologici, cercava di ridurre i costi umani e qualcuno pretendeva di farci credere che bastava la libertà di mercato perché tutto si potesse considerare sicuro. Ma il colpo duro ed inaspettato di questa pandemia ha obbligato per forza a pensare agli esseri umani, a tutti, più che al beneficio di alcuni”.

Le ombre di un mondo chiuso

Aperta da una breve introduzione e articolata in otto capitoli, l’Enciclica raccoglie molte riflessioni di papa Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale, collocate però “in un contesto più ampio” e integrate da “numerosi documenti e lettere” inviate a Francesco da “tante persone e gruppi di tutto il mondo”. Nel primo capitolo, “Le ombre di un mondo chiuso”, il documento si sofferma sulle tante storture dell’epoca contemporanea: la manipolazione e la deformazione di concetti come democrazia, libertà, giustizia; la perdita del senso del sociale e della storia; l’egoismo e il disinteresse per il bene comune; la prevalenza di una logica di mercato fondata sul profitto e la cultura dello scarto; la disoccupazione, il razzismo, la povertà; la disparità dei diritti e le sue aberrazioni come la schiavitù, la tratta, le donne assoggettate e poi forzate ad abortire, il traffico di organi. Si tratta di problemi globali che esigono azioni globali, sottolinea il Papa, lanciando l’allarme anche contro una “cultura dei muri” che favorisce il proliferare delle mafie, alimentate da paura e solitudine.

La politica di cui c’è bisogno, sottolinea ancora Francesco, è quella che dice no alla corruzione, all’inefficienza, al cattivo uso del potere, alla mancanza di rispetto delle leggi. È una politica incentrata sulla dignità umana e non sottomessa alla finanza perché “il mercato da solo non risolve tutto”: le “stragi” provocate dalle speculazioni finanziarie lo hanno dimostrato.

La riforma dell’Onu

Un altro auspicio presente nell’Enciclica riguarda la riforma dell’Onu: di fronte al predominio della dimensione economica che annulla il potere del singolo Stato, infatti, il compito delle Nazioni Unite sarà quello di dare concretezza al concetto di “famiglia di nazioni” lavorando per il bene comune, lo sradicamento dell’indigenza e la tutela dei diritti umani. Ricorrendo instancabilmente “al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato” l’Onu deve promuovere la forza del diritto sul diritto della forza, favorendo accordi multilaterali che tutelino al meglio anche gli Stati più deboli.

Alcuni ispiratori

“In questa riflessione sulla fraternità universale, mi sono sentito motivato specialmente da San Francesco d’Assisi ed anche da altri fratelli che non sono cattolici: Martin Luther King, Desmond Tutu, il Mahatma Gandhi e molti altri. Ma voglio concludere ricordando un’altra persona di profonda fede, la quale, a partire dalla sua intensa esperienza di Dio, ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti. Mi riferisco al beato Charles de Foucauld”. Sono queste le parole con cui Papa Francesco chiude la nuova enciclica sociale “Fratelli tutti”, che ha voluto firmare ad Assisi sabato 3 ottobre sulla tomba del Poverello.