Pellegrinaggio a Fulda, città custode delle reliquie di San Bonifacio

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Missione di Frankfurt-Mitte – Pellegrinaggio a Fulda sulle orme di San Bonifacio – Sabato 27 novembre il parrocco della missione di Frankfurt-Mitte, don Matteo Laslau, ha organizzato una gita-pellegrinaggio a Fulda, la cittadina in cui si trovano le reliquie dell’apostolo dei tedeschi, San Bonifacio.

di Mary Condotta

Una trentina di fedeli, rispettando tutte le cautele anti-covid previste dall’ordine pubblico, hanno intrapreso il viaggio durante un giorno che si preannunciava proibitivo dal punto di vista climatico. La parola d’ordine era: vestirsi bene! Non dimenticare l’ombrello! Ma come spesso capita con le previsioni meteorologiche, a parte una piccola spolverata di neve strada facendo, tutto è rimasto nella norma di un tipico giorno novembrino, reso speciale anche dalla bellezza di Fulda e del suo mercatino natalizio. Il maestoso duomo di Fulda ha una grandissima piazza e scendendo dal pullman ricordai le immagini televisive dell’immensa folla di fedeli che si erano qui raccolti quando il papa San Giovanni Paolo II celebrò la santa messa nel novembre del 1980. Nell’omelia di quel giorno disse: “San Bonifacio era benedettino, membro di un ordine venerabile, che al tempo di Gregorio Magno era giunto alle isole britanniche con il monaco Agostino. Bonifacio aveva risposto all’appello dei popoli che occupavano in Germania il territorio ad est del Reno. Egli lo ascoltò come richiamo di Cristo e così pose il piede sulla terra dei vostri predecessori. San Bonifacio, vescovo e martire, rappresenta l’“inizio” dell’evangelizzazione e della Chiesa nella vostra terra. Siamo venuti qui oggi per prendere contatto con questo “inizio”, per comprenderne il significato. L’“inizio”, rappresenta l’opera stessa di Dio, che si è servito della testimonianza di un uomo: la testimonianza di Bonifacio, della sua vita e del suo martirio.”
Durante questo periodo di avversità, sia per la pandemia, che per l’ideologia imperante,-  lo “Zeitgeist” (spirito del tempo) consumistico -, l’esercizio a cui ci esorta il San Giovanni Paolo II di prendere contatto con l’”inizio”, cioè con l’opera stessa di Dio è un’urgenza. I fedeli, che si sono riuniti in questa giornata, erano proprio spinti da questo bisogno di essere uniti in gruppo, infondendo coraggio gli uni agli altri e trovando sostegno nella preghiera. La santa messa che don Matteo ha celebrato nella cappella dove si trova la tomba di San Bonifacio è stata accompagnata da canti liturgici italiani che ci aiutano a pregare meglio e ci rafforzano nella fede. Visitatori che si trovavano nel duomo hanno gioito con noi, complimentandosi a fine celebrazione. San Bonifacio, che aveva speso tutta la sua vita nel diffondere la buona novella, intraprese il suo ultimo viaggio missionario in Frisia. Lì venne ucciso insieme con cinquantadue compagni a Dokum. Aveva circa 75 anni. Fa sgomento che si ammazzi per “far tacere” il bene, ancora oggi in tutto il mondo i cristiani sono perseguitati. Ma la violenza non pone fine all’opera di Cristo. Chi vuole meditare può fare il “cammino di Bonifacio” di 180 chilometri, ancor’oggi molto frequentato da pellegrini e non, che collega Magonza con Fulda. Il nome stesso di San Bonifacio ci dice come operare: fare opere buone. I nostri predecessori non hanno temuto le avversità anche a costo di pagare con la propria vita. Questo è ciò che ci distingue nell’essere cristiani. Facciamo sempre di più e sempre meglio, perché la vita è un periodo di tempo troppo bello per sprecarlo.