Nuove stanze da riempire di vita e di storia

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Missione cattolica italiana
Il nuovo edificio della Missione cattolica di Colonia, allo stesso indirizzo.

Inaugurazione della casa parrocchiale rinnovata – Comunità italiana a Colonia, 7 ottobre 2021.

Nel 1961 la diocesi di Colonia affidò alla comunità di lingua italiana una casa nella Ursulagartenstraße. Era una casa per molti italiani appena arrivati a Colonia, un punto di riferimento sociale, culturale e soprattutto religioso.

Raffaele Garofalo

Lì potevano parlare la loro lingua e trovare gente che condividesse le stesse difficoltà, insomma trovavano una famiglia. Passa il tempo e si nota la necessità di una ristrutturazione della struttura; nel 2016 inizia la pianificazione dei lavori. Presto, però, si capisce che una ristrutturazione non basta. L’edificio che ha dato tanto, deve essere abbattuto, un pezzo di storia ci lascia.

Grazie all’impegno dei collaboratori assunti della Missione e soprattutto all’attuale vicario generale della diocesi di Colonia, mons. dott. Markus Hoffmann, il progetto prende forma e a settembre 2019 iniziano i lavori per costruire una nuova sede per la nostra comunità. Dopo solo due anni di costruzione, di cui diciotto mesi di pandemia, il 7 ottobre scorso, l’arcivescovo di Colonia Rainer Maria Woelki ha inaugurato e benedetto la nuova sede della missione e ha consacrato l’altare della nuova cappella, dedicata a San Giovanni Paolo II, cuore della vita comunitaria.

A questo evento hanno partecipato, oltre al cardinale e al vicario generale, anche altre personalità religiose, tra cui anche il nostro delegato p. Tobia Bassanelli. Inoltre, erano presenti il console generale di Colonia, Luis Cavalieri, e la viceconsole Barbara Tarullo, alcuni collaboratori della diocesi e membri della comunità. Purtroppo a causa delle restrizioni igienico-sanitarie imposte durante la pandemia ha potuto partecipare solamente una piccola rappresentanza della comunità, il consiglio pastorale e i catechisti. La nuova cappella, situata al secondo piano, può ospitare una trentina di persone, per questo solo una piccola parte dei partecipanti ha potuto prendere posto nella cappella durante la messa pontificale; gli altri l’hanno seguita nella sala grande tramite la trasmissione in diretta.

Il rito della consacrazione dell’altare

È stato un momento straordinario per la maggior parte dei partecipanti, dato che non capita spesso di essere presenti a una cerimonia di questo tipo. La superficie dell’altare da consacrare viene completamente unta con l’olio crismale, ai lati e al centro dell’altare vengono posizionati dei lucignoli con dell’incenso che poi vengono accessi in modo da creare cinque piccoli fuochi. Con la luce spenta, l’altare in fiamme, l’odore ed il fumo dell’incenso che sale e tutti i presenti in ginocchio che invocavano le preghiere dei santi con il canto delle litanie, si è creato un momento spirituale molto speciale ed emozionante.

L’altare unto, pronto per il rito

Spento il fuoco e pulito l’altare, si è potuto celebrare la prima Eucarestia. Dopo la celebrazione eucaristica e la benedizione di ogni singola stanza della casa, è iniziata la parte ufficiale dell’evento con un breve discorso del cardinale Woelki, dell’architetto Martin Kostulski e p. Adam Nyk, parroco della Comunità italiana a Colonia. Il cardinale ha espresso la gioia per la numerosa partecipazione dei fedeli e ha invitato tutti i membri a continuare a coltivare la propria fede e cultura, anche in questa nuova casa, sottolineando l’importanza delle comunità di altra madrelingua. L’architetto Kostulski che, insieme alla moglie, l’architetta Regina Leipertz, ha progettato una casa moderna e grande, ha ricordato i vari incontri allegri e spesso molto vivaci con alcuni collaboratori pastorali della missione per parlare del progetto e ha auspicato che la nuova sede diventi una casa vissuta come la precedente. Tra un discorso e l’altro piccoli e grandi hanno animato questa parte ufficiale con brani musicali classici e moderni. Infine ha preso la parola il parroco della comunità p. Adam Nyk che ha ringraziato il cardinale, specialmente il vicario generale Hoffmann, i rappresentanti diocesani, i collaboratori assunti e tutti i lavoratori per aver contribuito alla costruzione della nuova sede. Inoltre ha ricordato l’importanza di una casa e di una comunità non più di soli italiani ma di credenti di lingua italiana, persone che per vari motivi si sentono parte di questa comunità pur non essendo di nazionalità italiana, come gli stessi missionari salesiani polacchi che si occupano della missione di Colonia da alcuni anni. Conclusa la parte ufficiale c’è stato un rinfresco, momento di incontro e di scambio per tutti.

Il cardinale Woelki, che ha espressamente voluto essere presente a questo evento d’inaugurazione, era visibilmente contento e rilassato dopo i mesi turbolenti nella sua diocesi. Si è attivamente interessato e dedicato ai fedeli che, dopo la cerimonia, hanno voluto salutarlo e scambiare qualche battuta con lui, infatti è stato uno degli ultimi a lasciare l’evento.

Da metà novembre inizierà il trasloco degli uffici della comunità nella nuova sede nella storica Ursulagartenstraße. Tutti i partecipanti che hanno avuto l’occasione di visitare la casa non vedono l’ora di poter riempire le stanze di vita e di scrivere nuove pagine di storia.


La MCI di Colonia

Assunta Garofalo

Una prima presenza di un sacerdote italiano qui a Colonia si può documentare già nel 1941. La sede della missione nella Ursulagartenstrasse è stata inaugurata nel 1961. 

Per ulteriori informazioni si vada al sito della Missione

Gli italiani qui a Colonia e zone limitrofe sono 56.000. Celebriamo la messa in cinque zone ogni domenica, in alcune zone una o due volte al mese. Nelle zone dove diciamo messa ogni settimana possiamo dire che partecipano mediamente 400 persone circa. Ovviamente dipende anche molto se ci sono ricorrenze importanti. Nelle zone dove diciamo messa ogni una o due volte al mese vengono circa 150 persone. Ovviamente la situazione attuale impone limiti sul numero di persone che possono entrare. Queste limitazioni hanno influito sul numero di fedeli nelle chiese.