Mons. Perego (Migrantes): Il fallimento della solidarietà europea

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©refugees.va

Il Parlamento Europeo ha approvato (10.04.2024) a larga maggioranza il patto sull’asilo e la migrazione dopo quasi dieci anni di stallo. Si tratta di un pacchetto dieci testi, approvato con una consistente maggioranza, che affrontano questi aspetti.

  • procedura comune di protezione internazionale nell’Ue
  • risposta alle situazioni di crisi e forza maggiore
  • gestione dell’asilo e della migrazione
  • procedure di rimpatrio alla frontiera
  • accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne
  • situazioni di crisi e forza maggiore, è stato approvato con 301 voti favorevoli, 272 contrari e 46 astenuti.

Severa la reazione della CEI nella dichiarazione di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, nel comunicato qui sotto: 

Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati: il fallimento della solidarietà europea

Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati, approvato oggi al Parlamento europeo a Bruxelles, avrebbe dovuto modificare le regole di Dublino, favorire la protezione internazionale in Europa di persone in fuga da disastri ambientali, guerre, vittime di tratta e di sfruttamento, persone schiacciate dalla miseria, con un impegno solidale di tutti i Paesi membri dell’Unione europea nell’accoglienza, il ritorno alla protezione temporanea come si era visto con gli 8 milioni di migranti in fuga dall’Ucraina, un monitoraggio condiviso tra società civili e Istituzioni del mar Mediterraneo per salvare vite nel Mediterraneo. Invece l’Europa – mentre continuano le tragedie nel Mediterraneo – a maggioranza di voti si chiude in se stessa, trascura i drammi dei migranti in fuga, sostituisce la vera accoglienza con un pagamento in denaro. E pretende ancora di più dai Paesi di frontiera, come l’Italia: controlli più veloci, ritorni nel primo Paese di sbarco di chi si muove in Europa senza un titolo di protezione internazionale, rimpatri facilitati in Paesi terzi non sicuri, chiudendo gli occhi su esternalizzazioni dei migranti. Indebolendo, non da ultimo, la tutela delle famiglie e dei minori. Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati segna così una deriva nella politica europea dell’asilo e il fallimento della solidarietà europea, che sembra infrangersi come le onde contro i barconi della speranza. Confidiamo che l’art. 10 della nostra Costituzione rimanga come presidio sicuro per tutelare i richiedenti asilo. Le prossime elezioni europee saranno un banco di prova importante per rigenerare l’Europa a partire dalle sue radici solidali e non piegarla a nazionalismi e populismi che rischiano di dimenticare la nostra comune storia europea.


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