Missione Cresima

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UN “CAMMINO” IN  8 TAPPE CON LA COMUNITÀ ITALIANA DI SAARBRÜCKEN

  • di Mario De Angelis

Ciao a tutti, o se preferite Hallo! Sono Mario, un ragazzo italiano che sta vivendo un periodo importante della propria vita in Germania, grazie al programma di scambio europeo Erasmus. Un anno intenso di novità, nuovi studi, nuovi amici, nuove storie. Ma sapete qual è stata la parte più bella e inaspettata di tutta questa esperienza? Diven- tare catechista per i giovani della Missione Cattolica Italiana di Saarbrücken!

CHI SONO

Ho sempre coltivato con  passione la mia fede cattolica, provengo da una famiglia che mi ha insegnato l’importanza della spiritualità e dei valori. Seppure pugliese, attualmente studio all’Università di Trieste e grazie ai miei meriti scolastici ho ottenuto un posto presso la Residenza Rivalto, un prestigioso collegio universitario gestito dalla Fondazione Rui e legato all’Opus Dei. Qui ho avuto l’opportunità di vivere in un ambiente stimolante ma che allo stesso tempo mi ha permesso di approfondire il mio cammino spirituale, partecipando a momenti formativi e di preghiera, senza per questo trascurare sia lo studio che la vita universitaria

Nella parrocchia di St. Paulus cercavo solo di continuare questo cammino, invece ho trovato molto altro. Insieme ad Alessandro e alla guida sapiente di Padre Antonio Gelsomino, mi è stato  proposto di accompagnare 18 giovani verso la Cresima attraverso otto incontri. Questi bellissimi appuntamenti non solo hanno rafforzato la fede di queste persone, ma hanno arricchito profondamente anche la mia. Vi accompagno nel ripercorrere la strada che abbiamo fatto.

L’AMORE DI DIO

Siamo partiti dal parlare dell’Amore di Dio, un tema universale che ci ha fatto riflettere su come questa forza incondizionata guidi ogni aspetto delle nostre vite. I ragazzi erano molto coinvolti, durante l’incontro, facevano domande e questo è servito a creare subito il gruppo. Abbiamo discusso di come l’amore divino si manifesti nella quotidianità di ciascuno di noi ed è stato bello vedere come, attraverso racconti e momenti di riflessione, siamo riusciti ad esplorare questo concetto così profondo.

IL SALVATORE

Poi, nel successivo incontro, siamo passati a trattare la questione di Gesù che Salva, con storie dal Vangelo che hanno messo in luce il suo sacrificio per l’umanità. Raccontare questi episodi è stato emozionante, perché ho visto tutti immedesimarsi e comprendere davvero il significato del gesto di Gesù. Le loro domande e condivisioni hanno mostrato quanto fossero toccati da questo tema.

LA DOMENICA DELLE PALME

Il momento più bello? L’incontro della Domenica delle Palme, vissuta in prima persona dai cresimandi durante una celebra- zione davvero toccante. Spiegare il significato di questa festa, che ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, e poi vederli partecipare con gioia ed entusiasmo alla Santa Messa è stato davvero speciale. Un’esperienza che porteranno, sono certo, sempre nel cuore.

LA FEDE

Ma l’incontro che mi ha colpito  di più è stato la visita all’Ospedale Klinikum Caritas, dove abbiamo parlato di Fede, innanzitutto nei momenti difficili. Riflettere sulla presenza di Dio anche nella sofferenza e nel dolore è stato davvero toccante. La testimonianza ecumenica di  Pastor Graus ci ha aperto le coscienze su quanto sia importante esserci per gli altri, offrendo supporto a chi ne ha bisogno. È questo che ci rende umani. Un messaggio  potente che ha lasciato il segno in tutti.

I SACRAMENTI

Non sono mancati incontri con approfondimenti sui Sacramenti, in particolare sulla Cresima. Abbiamo discusso del suo significato, di come confermi e rafforzi la fede ricevuta nel Battesimo. È stato bello vedere i ragazzi realizzare l’importanza di questo passo nel loro cammino spirituale, che segna l’inizio di una maggiore responsabilità in quando membri della Chiesa come comunità.

LA LITURGIA

Negli ultimi incontri ci siamo concentrati sulle spiegazioni del rito della Cresima. Illustrare ogni parte della liturgia, dall’unzione con il Sacro Crisma alle parole pronunciate dal vescovo, ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi al sacramento con maggiore consapevolezza. La Confessione per cresimandi, padrini e madrine è stata un’occasione preziosa di riflessione e purificazione inte- riore in vista del grande giorno. Momenti intensi che hanno unito ancora di più il nostro gruppo.

LO SPIRITO SANTO

A questo punto del percorso eravamo tutti eccitati per questo evento! Vedere questi ragazzi crescere nella fede e prepararsi con entusiasmo a ricevere lo Spirito Santo è stato un regalo pazzesco. Le loro domande, le loro riflessioni, il loro  impegno mi hanno stupito e commosso. Ho capito che questo percorso non ha cambiato solo loro, ma anche me. Mi ha fatto riscoprire la bellezza della mia fede,  il valore della comunità, l’importanza di affidarsi gli uni agli altri.

LA VOLONTA’ DI DIO

Essere stato catechista per la Missione Cattolica Italiana rimarrà una delle esperienze più significative del mio periodo nel Saarland. Forse proprio per volontà di Dio ho avuto la possibilità di incontrare tante belle persone. Con loro più che insegnare, ho imparato. Più che dare, ho ricevuto. La gioia, l’entusiasmo, la profondità di queste donne e uomini mi ha arricchito come persona e come credente. Li porterò sempre nel cuore e sono grato a Padre Antonio per avermi offerto questa opportunità.

Ora so che ovunque andrò, porterò con me questo bagaglio prezioso. La consapevolezza che la fede è un cammino da fare insieme, giorno dopo giorno. Che Dio ci ama e desidera il nostro bene. Che siamo chiamati a essere testimoni di questo amore, con le parole e soprattutto con la nostra vita.

Ai ragazzi che ho accompagnato vorrei dire ancora grazie. Grazie per avermi fatto riscoprire la freschezza e la bellezza del Vangelo. Grazie per le domande, a volte disorientanti, che mi hanno fatto riflettere. Grazie per l’entusiasmo con cui avete  vissuto questo percorso. Siete stati un dono immenso e spero che la vostra fede continui a crescere e a portare frutto.

A tutti, giovani e non, vorrei lanciare un invito: non abbiate paura di mettervi in gioco, di fare domande, di cercare risposte. La fede non è qualcosa di statico e noioso, ma un’avventura affascinante che dà senso e pienezza alla vita. Fate come me: trovate una comunità che vi accolga e vi accompagni, fatevi aiutare da guide sapienti, ma soprattutto lasciatevi sorprendere dalla volontà di Dio. Ne vale davvero la pena!

E alla Missione Cattolica Italiana di Saarbrücken, a Padre Antonio, a Chiara e a tutti coloro che rendono possibili esperienze come questa, il mio grazie di cuore. Siete un faro di speranza e di fede per tanti italiani lontani da casa, la vostra lunga storia ne è testimone. Continuate così, perché il vostro servizio è stato ed è davvero prezioso.

UN GRAZIE DI CUORE

Presto tornerò in Italia, ma ci torno con l’animo pieno di gioia  e di gratitudine. Questa esperienza mi ha cambiato profondamente e so che ne porterò i frutti nella mia vita. Spero di poter essere, nel mio piccolo, un testimone dell’amore di Dio, proprio come ho visto fare qui, in questa comunità.

Grazie, dal profondo, a ognuno di voi. Grazie per avermi accolto, sostenuto e ispirato. Grazie per aver reso questo percorso fatto insieme… un viaggio indimenticabile.

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Festa, cresima a 18 adulti e la ricerca di una nuova sede

  • di Silvestro Parise*

La Missione cattolica italiana nel Saarland con una Santa Messa solenne ha celebrato domenica 2 giugno il suo 70° anniversario. Il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, ha presieduto la messa nella chiesa di San Paolo a Saarbrücken-Malstatt in lingua italiana e ha conferito la cresima a 18 giovani adulti. “Grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnato e sostenuto in questi 70 anni, grazie alle parrocchie tedesche che ci hanno dato un pezzo di casa nelle loro chiese”, ha ringraziato padre Antonio Gelsomino, che guida la comunità italiana dal 2022. Il vescovo ha affermato che la celebrazione dell’anniversario non è una nostalgia rivolta al passato. Il fatto che i giovani italiani si sentano ancora oggi legati alla missione nella loro lingua madre e scelgano consapevolmente questo luogo per la loro cresima dimostra la vitalità della comunità. Una vitalità che va preservata e tramandata alle nuove e future generazioni. La chiesa unisce oltre i confini – la solidarietà tra i membri si manifesta particolarmente a Malstatt: membri della comunità anglofona e tedesca sono venuti alla messa solenne. Dopo la messa, gli italo-saarlandesi hanno festeggiato il compleanno della missione con salsiccia, arancini, pizza e una gran quantità di dolci, e buona musica. Una mostra fotografica ha illustrato la storia della MCI – gli anni difficili all’inizio, quando in alcuni locali del Saarland erano appesi cartelli con scritto “Vietato agli italiani”, per non dimenticare i sacrifici fatti dai nostri predecessori, ma sempre con la MCI a fianco. La missione fu ufficialmente istituita nell’allora territorio della Saar il 6 maggio 1954 da don Micheloni e suore cattoliche, quando molti lavoratori italiani giunsero nella regione dell’industria mineraria. La storia della cura pastorale per gli italiani nel Saarland è però più antica: negli anni ‘30 e ‘40 vivevano già circa 1.500 italiani, assistiti pastoralmente da Francoforte. Pietre miliari della storia della MCI sono stati la costruzione del Centro Italiano dal 1961 al 1963 con fondi della diocesi, del Saarland e del governo italiano, nonché la fondazione del doposcuola nel 1967. Nel 1996 si è proceduto alla ristrutturazione della pastorale per gli italiani – le missioni fino ad allora autonome, come quella di Saarlouis, sono state accorpate presso la sede di Saarbrücken. Attualmente qui si riunisce già la quarta generazione di cattolici italiani. Celebrano a San Paolo messe con tutti i sacramenti, dal battesimo al funerale, in lingua italiana. Il presidente del consiglio parrocchiale Renato Barachino ha ringraziato i pionieri della pastorale nella lingua madre nel Saarland e, simbolicamente, il vescovo Ackermann per tutto ciò che la diocesi e le parrocchie hanno reso possibile per la Missione Italiana. Tuttavia, tra i membri della comunità c’è anche malinconia, poiché l’immobile del Centro Italiano, ormai molto vecchio, sarà abbandonato dalla diocesi. La ricerca di una nuova sede per la Missione si rivela difficile e finora è stata infruttuosa. La comunità ha bisogno del supporto della diocesi. “Voglio assicurarvi che là dove c’è vita, si troveranno anche gli spazi”, ha promesso il vescovo Ackermann. Padre Antonio ha ricordato la vicinanza delle istituzioni nella figura del Console Generale di Francoforte Massimo Darchini.

  • Silvestro Parise è giornalista G.I.A (Associazione Giornalisti Italiani)