Mettere in campo inventiva e forze nel nuovo anno pastorale

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Padre Tobia Bassanelli al lavoro in Delegazione

Parte conclusiva della relazione del Delegato P. Tobia al Convegno Nazionale “Maschio e femmina li creò”.

del delegato padre Tobia Bassanelli

La permanenza del Covid-19 non ci permette di prevedere in modo sicuro e dettagliato come si potranno realizzare le iniziative previste per il nuovo anno pastorale 2020-2021. Una cosa sembra certa: la pandemia continuerà ad accompagnarci per parecchi mesi, forse per tutto l’anno, condizionando in modo consistente ogni nostra attività pastorale. L’importante è non lasciarsi scoraggiare e bloccare, ma riuscire a mettere in campo forze e inventiva nuova per ricostruire e accompagnare, sia pure con difficoltà e la dovuta flessibilità, le nostre parrocchie.

Le relazioni interpersonali

Il tema del nuovo anno pastorale, sulle tematiche del IV foro del Synodaler Weg, segnerà, come siamo soliti fare, tutti i nostri appuntamenti regionali e nazionali, senza dimenticare una adeguata riflessione anche all’interno delle singole Comunità. L’obiettivo principale è di capire e di evidenziare l’importanza di costruire rapporti soddisfacenti tra noi, tra i parrocchiani, nelle famiglie, nelle coppie, nei contatti personali, attraverso il rispetto e il riconoscimento reciproco, l’accoglienza senza pregiudizi, la collaborazione piena. Se questi funzionano, diventa più facile la gestione dei vari gruppi e la vita parrocchiale, nelle sue diverse forme. Sappiamo bene infatti come tanti conflitti, divisioni, situazioni di disagio, per esempio nei consigli pastorali, nei gruppi parrocchiali o in altre attività pastorali, non provengono da diversità di vedute, da posizioni teologiche diverse, da opinioni contrastanti o contrapposte, ma spesso da semplici problemi personali irrisolti, da rapporti interpersonali insoddisfacenti, conflittuali, difficili, che finiscono per condizionare e complicare la reciproca collaborazione nella parrocchia.

Come sono possibili gli incontri

Per la prassi pastorale circa la formazione a vivere la sessualità in modo sano, l’accompagnamento dei fidanzati, delle persone sposate e delle famiglie, delle coppie dello stesso sesso, sarà di grande aiuto quanto verrà proposto dal “Cammino sinodale”, che accoglieremo con gioia e convinzione e che cercheremo di concretizzare nella nostra sensibilità di pastori e di operatori pastorali (Vai alla pagina web del Synodaler Weg con i testi di lavoro e i documenti del 4 settembre).

Sarà questa l’attenzione prioritaria, che non esclude altre sensibilità. La pandemia, che ci costringe ad un Convegno Nazionale in videoconferenza, tra le altre cose che ci ha insegnato, c’è la riscoperta della video connessione `che ci permette di realizzare incontri, da tempo erano in programma, ma che difficoltà pratiche (costi, distanze, tempi) ci hanno impedito di fare con regolarità.
Penso per esempio agli incontri dei presidenti dei consigli pastorali, dei direttori dei cori, dei responsabili dei gruppi di preghiera, o dei catechisti, e via dicendo, di cui si parla da anni nel Consiglio di Delegazione ma senza poter andare oltre alle proposte. Nel nuovo anno pastorale cercheremo di fare incontrare questi gruppi, in videoconferenza, secondo un programma che verrà elaborato al più presto.

La digitalizzazione: un’opportunità anche per noi

Ogni giorno sentiamo parlare di digitalizzazione, nei programmi governativi, nei progetti dell’Unione Europea, nei progetti delle diocesi. Non vogliamo restare ai margini di un cammino che sta costruendo la società del domani. È un territorio nuovo per le nostre strutture, ma non per questo ci dobbiamo spaventare. Sarà una ulteriore possibilità che dovremo tenere presente, per concretizzare un progetto che dia alle nostre Comunità maggiore e qualificata presenza nel mondo virtuale, non solo nei momenti di emergenza, ma come dimensione ulteriore della nuova realtà esistenziale. Aiuteremo per esempio le Comunità che non hanno un proprio sito su Internet e ad avere visibilità sul Corriere d’Italia nelle loro ricorrenze e feste più significative.

Ma tutto questo lavoro, in che consiste e soprattutto chi lo farà? Iniziamo il nuovo anno pastorale con un importante rafforzamento del personale della Delegazione, o meglio un ritorno alla normalità.

Ritorno in attività dell’Udep

Da 6 anni eravamo senza responsabile Udep, l’ufficio della Delegazione che cura la Formazione degli adulti, la ricerca e le relazioni sociali. Con l’assunzione dal primo di settembre 2020 della giornalista Paola Colombo, che ha moderato le sessioni del Convegno, l’ufficio Udep torna alla funzionalità ed all’attività di una volta, sia pure solo al 75%, non più al 100%, dal momento che è stato anticipato al nostro bilancio un risparmio di personale previsto nei prossimi anni per tutte le istituzioni ecclesiali.
L’organizzazione in videoconferenza degli incontri di cui sopra e la digitalizzazione delle nostre attività sono già due importanti contenuti del programma dell’Udep, in aggiunta alla collaborazione con le iniziative già in atto, come la pubblicazione del Corriere d’Italia (di cui in particolare le sei pagine della vita della chiesa) e di altre attività editoriali della Delegazione (come il sito web). Resto in attesa dalle Zone e dalle Comunità, magari già a partire dal dibattito che subito seguirà, di un contributo ulteriore per definire le priorità operative del nuovo Ufficio, in modo che sia un vero servizio alle attese ed alle necessità delle nostre Comunità.

Recenti documenti della Santa Sede

Durante il periodo estivo, in luglio, la Santa Sede ha pubblicato tre documenti da non ignorare: un vademecum sugli abusi sessuali commessi da chierici su minori, redatto dalla Congregazione per la Dottrina della fede su mandato del Papa e su indicazione del vertice episcopale sulla pedofilia del 21-24 febbraio 2019 (16.07); l’istruzione “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”, a cura della Congregazione per il Clero (22.07); il documento «L’Humana Communitas nell’era della Pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita», a cura della Pontificia Accademia per la Vita, dedicato alle conseguenze della crisi sanitaria mondiale e alla sua interpretazione (22.07). Recentemente, martedì 22 settembre, la Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato la Lettera “Samaritanus bonus” sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, che ribadisce la condanna dell’eutanasia.

La conversione pastorale delle parrocchie

Qui mi limito ad un breve accenno alla istruzione sulla “conversione pastorale” delle parrocchie, sia perché l’accoglienza in Germania è stata in genere molto critica, sia perché riguarda un discorso che ci accompagna da diversi anni e che ci accompagnerà ancora a lungo, e che riguarda la collocazione pastorale delle “Comunità d’altra madre lingua” in Germania all’interno delle ristrutturazioni in atto nelle diocesi tedesche. Questa Istruzione è stata ampiamente dibattuta anche nell’ultimo incontro del Consiglio di delegazione e sicuramente troverà spazio negli incontri di Zona di novembre.
Le Comunità d’altra madre lingua sono in genere attaccate al modello tradizionale (“missio cum cura animarum”), perché lo conoscono bene e perché permette loro una iniziativa pastorale più adatta, sia dal punto di vista linguistico-culturale che dell’accompagnamento religioso dei propri parrocchiani. Però le diocesi premono per una maggiore connessione e collaborazione con la chiesa locale, anche per evitare cammini paralleli, senza quella communio reciproca che è la linfa vitale ed esistenziale della Chiesa.
Quali Missioni allora? Se ne discute in tante Diocesi. Personalmente sto seguendo il processo in corso nella diocesi di Mainz, dove ho proposto un modello “ibrido”, che cerca di salvare gli aspetti validi e positivi della “missio cum cura animarum”, come l’essere una vera comunità, con tutti i vantaggi dell’appartenenza ad una parrocchia concreta.

La centralità della persona

Infine, non posso ignorare un accenno ai rapporti sbagliati, quelli segnati dalla violenza, dall’abuso, non solo nella chiesa, ma anche nel modo della famiglia, della scuola, dello sport, delle associazioni. Penso che su questo aspetto le Diocesi tedesche stiano diventando esemplari, per l’attenzione e la severità, anche se la Chiesa continua ad essere presa di mira dai media per gli errori del passato.
Il modo migliore per ritornare credibili, come credenti e come comunità ecclesiale, è di essere persone che credono seriamente nello stile di vita di Gesù e cercano di incarnarlo nell’oggi, uno stile di vita fondato sul servizio, sull’amore, sulla centralità del prossimo, considerato come figlio di Dio. In una società segnata dal consumismo, dall’usa e getta anche nei rapporti normali tra le persone come in quelli più intimi, siamo chiamati a proporre la centralità della persona, con i suoi bisogni, le sue giuste attese, il riconoscimento pratico della sua dignità. La sessualità fa parte della identità personale ed è una dimensione fondamentale della vita. Non va ridotta a semplice morale, è chiamata ad andare oltre, ad essere inserita pienamente nel progetto di vita personale alla sequela del Risorto.

Vai al Convegno Nazionale 2020 della Delegazione