Stoccarda, seconda giornata della sesta assemblea del Synodaler Weg.
Due sono i rappresentanti delle comunità di altre lingue e riti che fanno parte di questo plenum, Synodaler Weg; è stato cosi fin dall’inizio. Pochi.
- di Paola Colombo
I cattolici di altra lingua e riti sono circa il 17% dei cattolici in Germania, senza contare che quelli che hanno il doppio passaporto rientrano nel conteggio percentuale dei cattolici tedeschi. In una assemblea come il Synodaler Weg che oggi conta 177 persone, il 17% consiste di 30 persone, se si rispettassero le rappresentanze percentuali che rispecchiano la realtà. Invece sono solo due. È evidente che sono, siamo sottorappresentati.
Nel 2024 i vescovi tedeschi hanno pubblicato il testo Auf dem Weg zu einer interkulturellen Communio, ampiamente trattato e presentato in diverse occasioni dalla Delegazione MCI. In esso si auspica e si promuove una maggior partecipazione, nel senso di prendere parte (Teilhabe), da parte dei cattolici di altra lingua e riti, negli organismi della Chiesa in Germania a tutti i livelli.
La domanda che abbiamo fatto oggi alla sesta assemblea del Synodaler Weg è come garantire e praticare la sinodalità della Chiesa in Germania se non si coinvolgono di più i cattolici di altra lingua e riti?
Pensando alla futura Conferenza sinodale (Synodalkonferenz), ne faranno parte anche i cattolici di altra lingua e riti?
Christian Gärtner della presidenza del ZdK ha risposto dicendo che il Zentralkomitee ha ben presente la questione: „Spero che saranno meglio rappresentanti nella Conferenza sinodale. Noi (ZfK) abbiamo cominciato all’interno delle nostre strutture di collegamento fra i consigli diocesani (Diözesanräte) e le associazioni cattoliche a pensare come aprirle ai cattolici di altra madrelingua che non sono molto rappresentati. Non è molto facile da realizzare, lo sappiamo, anche perché sono un gruppo molto eterogeneo. Però sì, è una delle grandi sfide che ci siamo posti come ZdK, dobbiamo affrontare questo sviluppo e vedere come integrarlo meglio nei nostri organismi.“
Come si dice in tedesco: Es gibt viel Luft nach oben, c’è ancora molto da fare…
Fare il punto della situazione
L’occasione di questa sesta assemblea del Synodaler Weg è stata presentare una valutazione del percorso fin qui fatto e andare a vedere se e come sono state applicate nelle diocesi le decisioni prese. Dopo la presentazione di lavori di monitoraggio e di valutazione, dall’assemlea è emerso un forte appello a realizzare le decisioni dei testi approvati dal SW dall’inizio fino alla V assemblea del 2023.
„Die Hütte brennt“ la casa brucia, un grido di allarme, che arriva da più sinodali qui presenti, i fedeli aspettano le riforme, le donne escono dalla Chiesa…
Anche qui si può sintetizzare: Es gibt viel Luft nach oben
Ancorare la sinodalità con la Conferenza sinodale
La futura istituzione sinodale non si chiamerà Synodaler Rat, consiglio sinodale, ma Conferenza sinodale, Synodalkonferenz. Questi cambi di nomi sembrano formalità ma spostano leggermente il significato e definiscono il compito del futuro organismo sinodale in modo tale da non collidere con il diritto canonico e da non mettere in discussione il primato dell’episcopato (Communio hierarchica, Vaticano II), punto che era sostanzialmente la grande riserva di Roma.
Non „consultare e decidere“ ma „consultare e prendere decisioni“ (Beschlüsse fassen). Mettere l’accento sul prendere decisioni piuttosto che sul decidere, sottolinea la ricerca di consenso sinodale e del processo decisionale nello spirito della ricerca della comunione senza, almeno così pare, mettere in discussione l’apostolicità della Chiesa.
Nei mesi scorsi ci sono stati molti incontri a Roma fra la curia e delegazione tedesca della conferenza episcopale e dei laici del ZdK per arrivare a una soluzione condivisa.
In questi ultimi tre anni una commissione Synodaler Ausschuss ha lavorato per dare una forma a una permanente struttura sinodale sovra diocesana. Il novembre questa commissione ha redatto lo statuto per la costituzione di una Conferenza sinodale. Il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) lo ha subito approvato. Nella prossima Conferenza episcopale di fine febbraio toccherà ai vescovi votare lo statuto. Che cosa comporterà l’elezione di un nuovo presidente della conferenza episcopale tedesca per questo passaggio importante? Se i vescovi approveranno lo statuto della futura Conferenza sinodale, come c’è da aspettarsi, il passaggio successivo sarà l’invio a Roma del testo per il nulla osta, senza il quale, il nuovo organismo sinodale non avrebbe nessun status canonico.
Così si è espresso oggi il vescovo di Essen, Franz-Josef Overbeck, all’agenzia KNA: “Sono fiducioso che Roma approverà lo statuto della futura conferenza sinodale per la Chiesa in Germania”.






