Intervista a mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona

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Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona, durante il convegno FISC

Incontriamo al convegno FISC (Federazione italiana dei settimanali cattolici) Domenico Pompili, vescovo di Verona, che è intervenuto in apertura del convegno sull’enciclica Laudato si‘. 

  • di Paola Colombo


Mons. Pompili come sono nate le Comunità Laudato si’?

Sono nate da un’idea maturata insieme con Carlin Petrini ad Amatrice all’indomani del terremoto (2016-2017, n.d.r.). Il terremoto esprime comunque un difficile rapporto tra l’uomo e la terra perché comunque lo si interpreti ci dice che c’è qualche problema se, come è accaduto purtroppo tragicamente in Italia, per una scossa di un certo grado muoiono centinaia di persone mentre in Giappone per la stessa intensità c’è ben altro scenario. Allora con Carlin Petrini abbiamo pensato, visto che lui aveva letto e anche fatto una prefazione alla lettera enciclica di papa Francesco, di fare qualcosa di concreto in relazione a questa iniziativa del Papa, da due punti di vista diversi ma convergenti. Lui, Carlo Petrini è un agnostico dichiarato, io sono un prete, abbiamo provato a fare qualcosa insieme e devo dire che le comunità si sono costituite con questa doppia sensibilità.

Come nasce una comunità Laudato si’?

Bastano anche solo poche decine di persone che fanno dell’ecologia integrale il loro punto di riferimento e nel territorio dove vivono cercano di analizzare quali sono le crisi più evidenti e cercano di fare qualche cosa. Una volta si tratterà di ripulire un fiume, un’altra volta di porre attenzione a una fabbrica che inquina, un’altra volta di fare un’iniziativa per gli orti sociali in ogni caso si tratta di iniziative concrete che partono dal basso e coinvolgono la popolazione.

Per conoscere le novanta comunità Laudato si’ in Italia, avere informazioni sul progetto, lo statuto delle comunità e come diventare Comunità Laudato si’ si rimanda al sito comunitalaudatosi.org.

Homepage del sito delle Comunità Laudato si‘

Lei, mons. Pompili, allora quando insieme a Carlo Petrini ha dato vita alla rete di Comunità Laudato si’ era vescovo di Rieti, il territorio colpito dalla serie di scosse di terremoto. Ora è vescovo a Verona dal 2022 e lì ha fondato insieme ad altri soggetti a un’altra iniziativa molto significativa, la scuola di pace. Come procede la scuola di pace?

La Scuola di Pace quest’anno vive la sua seconda edizione. Sono 40 gli iscritti provenienti da tutta Italia e vedo che ha una grande presa soprattutto sui più giovani e ha anche la possibilità di forme di studio talora online, talora in presenza, talora per lezioni semplici, altre volte ci sono dei propri weekend che danno la possibilità di cimentarsi sulla questione della pace grazie all’apporto di professori. e anche di persone che hanno esperienze sul campo e tutto questo facendo sempre riferimento a quello che si può fare nel proprio ambito territoriale fare.

Si può dire che chi partecipa funge da moltiplicatore?

Sì e i professori sono in genere persone della società civile, magistrati, docenti universitari, psicologi, ma anche Politici che su questo tema comportano la loro esperienza, va bene.

Due parole sulla Scuola di pace e di non Violenza. Sulla scia dell’Arena della pace a Verona del 2024 e su richiesta di papa Francesco è stata fondata una Scuola di pace e di non violenza  da tre soggetti promoptori, la diocesi di Verona, la Fondazione Toniolo (istituzione culturale della diocesi di Verona), con don Renzo Beghini, e il Movimento non violento italiano (una delle più importanti associazioni italiane che promuove la non violenza su esempio di Ghandi), con il presidente Massimo Valpiana.
I cardini della scuola sono che la pace si impara e che si debba insegnare perché la buona volontà non basta e come tutte le scienze e le arti umane anche la pace va studiata dal punto di vista storico, giuridico, ecologico eccetera