Il rettore del santuario di Lourdes: “Stiamo pregando per tutti”

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Nell’intervista a padre Olivier Ribadeau Dumas tutte le iniziative avviate in attesa della riapertura, che avverrà per gradi – di Cristina Uguccioni

MILANO. Invisibile, subdolo, cattivo: Covid-19 infetta le persone, talvolta le uccide, sempre le separa costringendole a stare lontane le une dalle altre. Ma nulla può contro gli affetti: in tempo di pandemia gli esseri umani continuano ostinatamente, e anche lietamente, a volersi bene, e pur tra mille difficoltà moltiplicano gli sforzi perché questo bene circoli in mille forme diverse. Nel santuario di Lourdes, chiuso dal 17 marzo, questo volersi bene si esprime anzitutto attraverso la preghiera, come racconta a Vatican Insider padre Olivier Ribadeau Dumas, 59 anni: già segretario generale e portavoce della Conferenza Episcopale Francese, dall’ottobre scorso è rettore del santuario mariano francese. 

Come è maturata la decisione di chiudere il santuario?

«In febbraio, seguendo le raccomandazioni dell’autorità sanitaria nazionale e restando in continuo contatto con il prefetto della regione, abbiamo cominciato a riorganizzare la vita al santuario per garantire la sicurezza dei pellegrini: in un primo tempo abbiamo consentito l’accesso a cinquemila persone, poi a mille quindi solo a cento alla volta. Quando poi, il 16 marzo, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha annunciato il lockdown per l’intera Francia, ho deciso di chiudere».

Il santuario è chiuso ma la vita di preghiera prosegue, in favore di tutti. Quali iniziative particolari avete avviato?

«Dal 17 marzo è iniziata la preghiera continua davanti alla grotta di Massabielle: dalle 7 del mattino alle 20.30 di sera si susseguono momenti di preghiera, celebrazioni eucaristiche, recite del rosario in diverse lingue (fra le quali: francese, italiano, tedesco, spagnolo, polacco). È possibile seguire l’intera giornata in diretta streaming sul sito del santuario (www.lourdes-france.org). I pellegrini non possono venire a Lourdes perciò andiamo noi (sacerdoti, diaconi, religiosi) dalle persone mettendoci in ascolto delle loro suppliche. La nostra missione è pregare, per tutti. Il santuario, in questo tempo di pandemia, di paura e sofferenza, vuole essere il polmone orante del mondo, capace di raccogliere e portare a Maria e al Signore ogni invocazione. Dal mondo intero ci giungono mediamente, ogni giorno, duemila intenzioni di preghiera.

Dopo il 17 marzo abbiamo inoltre deciso di mettere a disposizione delle autorità sanitarie un edificio che tradizionalmente ospita gli ammalati che giungono qui in pellegrinaggio. Mi è stato chiesto di iniziare a dare accoglienza a persone ammalate che vivono in strada e le prime quattro sono già arrivate: sono accudite dal personale medico della Croce Rossa. La vocazione del santuario è accogliere chi soffre e siaMo felici di poter continuare a farlo. 

Il 4 aprile è iniziata ufficialmente la stagione dei pellegrinaggi ma poiché nessuno può venire abbiamo pensato di offrire sul nostro sito un pellegrinaggio spirituale: ogni settimana invitiamo i gruppi che avrebbero dovuto giungere qui a inviarci le loro intenzioni di preghiera e a partecipare alla messa e al rosario: per i pellegrini italiani gli appuntamenti sono alle ore 11 e alle ore 18. Insieme sperimentiamo la forza della preghiera». 

Come descriverebbe questa forza?

«Quando prego davanti alla grotta so di non essere solo perché – attraverso i mezzi di comunicazione del santuario – pregano con me migliaia di persone: la preghiera è forza di comunione: annulla le distanze, costruisce legami indistruttibili. La preghiera è allo stesso tempo forza di carità: noi preghiamo perché questa pandemia si fermi, perché la Madonna, l’Immacolata Concezione protetta dal Dio, protegga tutti. Invochiamo Maria pervasi dallo spirito di Lourdes, che è spirito di accoglienza dei più deboli: preghiamo dunque per tutti i piccoli del mondo, per coloro che patiscono e per quanti non hanno più la forza di pregare». 

Quali temi compaiono con maggiore frequenza nelle intenzioni di preghiera che ricevete in queste settimane?

«In questo periodo moltissime intenzioni riguardano la pandemia: si chiede la scomparsa del virus, protezione per i propri cari, misericordia per i defunti, consolazione per gli afflitti, forza per gli operatori sanitari. Accanto a queste preghiere ve ne sono altre che riguardano i diversi passaggi della vita: ad esempio, la benedizione per un figlio appena nato, un aiuto per trovare marito, la pace tra i coniugi. Sono tutte preghiere bellissime: sono le preghiere del popolo di Dio, dei piccoli che si affidano con semplicità a Maria. A Lourdes si porta tutto il peso della propria vita e si trova guarigione: forse non quella del corpo, ma sicuramente la guarigione del cuore». 

I cittadini di Lourdes come stanno vivendo questo difficile periodo?

«Purtroppo devono fronteggiare moltissimi problemi. Dal punto di vista economico la situazione è catastrofica perché buona parte della popolazione era impegnata nell’accoglienza dei gruppi che venivano in pellegrinaggio. Anche il santuario ha serie difficoltà economiche: confidiamo nei fedeli, che nei momenti di bisogno ci sono sempre stati vicini con una generosità commovente». 

Quando pensa che potrà riaprire il santuario? E come sarà organizzata l’accoglienza dei fedeli?

«Non sappiamo quando potremo riaprire ma stiamo già riflettendo su come potremo accogliere in sicurezza ammalati e pellegrini. Il presidente della Repubblica ha annunciato che la fase 2 comincerà l’11 maggio. Considerando la peculiarità del santuario, che ospita persone provenienti da tutto il mondo molte delle quali ammalate, penso che la riapertura avverrà per gradi e per mesi vi saranno numerose regole da rispettare. Aspettiamo comunque di conoscere le indicazioni del presidente Macron.    Sin d’ora invito tutti, anche i non credenti, a venire in pellegrinaggio a Lourdes quando sarà possibile. Qui ciascuno potrà trovare risposte alle domande cruciali che porta nel cuore e potrà sperimentare la bellezza e la forza della fraternità, quella che lega i malati e chi si prende cura di loro, quella che nasce dall’incontro tra le generazioni e tra persone di cultura diversa. Intanto, aspettando che il santuario possa riaprire, invito i fedeli a pregare con noi, ad affidarci le intenzioni di preghiera nella certezza che le porteremo davanti a Maria e al Signore. Noi siamo qui per voi e con le nostre preghiere, con la nostra amicizia e il nostro affetto, vogliamo umilmente trasmettere a tutti il sorriso di Maria a Bernadette: è il sorriso di Dio all’intera famiglia umana».