Un’assemblea sinodale difficile e importante

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Cammino sinodale tedesco
Eucarestia celebrata dal vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca. ©Synodaler Weg/Maximilian von Lachner

Si è chiusa sabato 10 settembre la quarta assemblea sinodale, forse la più difficile perché attraversata da una crisi che poteva far naufragare il Synodale Weg; forse però è stata l’assemblea più significativa perché ha affrontato la crisi che ha fatto proseguire il SW con maggior presa di coscienza nei presenti circa le dinamiche di dialogo, di comunicazione all’interno dell’assemblea, dinamiche sulle quali si misura la sinodalità.

(di Paola Colombo)

Se la cifra della Chiesa del terzo millennio (papa Francesco) è la sinodalità, questa è un processo fatto di acquisizioni strada facendo, di learning by doing, come si dice in inglese. Ed è ciò che è successo nella quarta assemblea perché essa ha mostrato che la sinodalità significa tenere aperto il processo di dialogo, di ascolto e di parola prima di decidere.

Quando nella prima giornata (8 settembre) il documento base sulla morale sessuale cattolica non aveva ottenuto la maggioranza dei due terzi dei vescovi, la delusione palpabile nella stragrande maggioranza dei sinodali e della presidenza del SW consisteva anche in una questione di metodo, nel corto circuito nella comunicazione: il voto negativo al documento come esito di un’attitudine al silenzio, di mancato dialogo e confronto che sappia esprimere perplessità o contrarietà, un’attitudine fatta anche di assenze di alcuni vescovi agli incontri preparatori (hearings, briefing, ecc.) che precedono l’assemblea sinodale. In altre parole è venuta a galla una insufficiente cultura del dialogo, dell’ascolto e della parola, della controversia, solo sulle quali può esserci pratica di sinodalità.

Nell’impasse seguito al voto del documento sovracitato (82,8% dell’intera assemblea e il 61,2% dei vescovi lo ha approvato, il 38,9% dei vescovi lo ha bocciato), molti sinodali hanno lasciato l’aula, fra loro gli estensori del testo, frustrati anche per i mesi di lavoro, di scrittura, di revisione, di lettura, di verifica in team. Centinaia di ore di lavoro volontario di ciascun membro del Forum buttati via? Il giorno seguente però erano tutti in aula a riprendere i lavori, decisi a non far naufragare il SW.

Nelle due giornate successive di lavori, venerdì e sabato, l’assemblea ha approvato infatti ad ampia maggioranza (anche dei vescovi) i seguenti documenti sottoposti al voto:

Che cosa è successo? Come si è affrontata la crisi che ha portato a un esito positivo della quarta assemblea sinodale?

Si è attraversata la crisi evitando di creare frazioni contrapposte, la presidenza del SW è riuscita a ristabilire un clima di fiducia e a favorire uno scambio di riflessioni grazie innanzitutto alle riunioni chiarificatrici del giovedì sera, quella della conferenza episcopale e quella degli altri sinodali.

Con la ripresa dei lavori il venerdì e poi anche il sabato si è assistito a un cambio di passo e di ritmo: si è snellito l’ordine del giorno lasciando più tempo alle dichiarazioni che precedono le votazioni. Questo ha reso possibile una migliore articolazione delle posizioni anche contrarie o con riserve da parte di alcuni vescovi, ha favorito una comprensione più organica delle modifiche proposte, e anche una maggior chiarezza sugli intenti dei documenti. I vescovi „conservatori“, sollecitati dall’assemblea, hanno articolato le loro posizioni, espresso riserve e critiche in modo chiaro e costruttivo. Va aggiunto che prima della votazione dei testi che richiedevano anche la maggioranza dei due terzi dei vescovi, il vescovo Georg Bätzing, presidente della conferenza episcopale tedesca e copresidente del SW, ha chiesto all’assemblea di potersi riunire brevemente con gli episcopi. Non sappiamo, ovviamente, che cosa si siano detti. Ma questi rapidi briefing fra vescovi sono stati una felice intuizione del presidente della Conferenza episcopale perché hanno ristabilito un clima dialogico. In assemblea sinodale è potuto emergere in seguito un quadro più articolato delle loro posizioni, non di preventivo ostruzionismo o di bocciatura acritica per fedeltà al magistero. Pur nel dissenso su diversi punti, alcuni vescovi “conservatori” hanno sottolineato la bontà dei testi nel loro insieme e l’importanza di poter far proseguire il SW.

Tutti i documenti votati sin qui dal SW, compreso quello sul rinnovamento della morale sessuale, non approvato, saranno portati dai vescovi tedeschi a Roma a novembre negli incontri Ad limina. „Portiamo tutto il pacchetto delle assemblee sinodali. Si tratta di alcune valige di un certo peso“, ha dichiarato il Vescovo Georg Bätzing alla conferenza stampa finale del SW, „Ma, e l’ho percepito ora a Francoforte, siamo pronti per questo trasporto e non vedo l’ora di partecipare allo scambio a Roma“. Anche il documento „bocciato“  andrà a Roma, perché ha detto Bätzing è un testo fatto molto bene, teologicamente fondato, e che produrrà degli effetti. Non può essere ignorato o cancellato.

Resta il fatto che nella prossima imminente Conferenza episcopale di fine settembre (26-29) a Fulda si farà riflessione sulla quarta assemblea sinodale, sui nodi emersi, sulla comprensione di che cosa significa sinodalità e pratica della sinodalità. Per quanto riguarda lo stato dei lavori del SW, la prossima assemblea, la quinta, a marzo 2023, sarà anch’essa importante e molto densa.

Alcune considerazioni sui testi approvati

Ciò che il cammino sinodale in Germania non può permettersi, ma si può ben dire, che ciò che la Chiesa cattolica oggi non può permettersi è una posizione pregiudiziale di chiusura che impedisca il dialogo su questioni urgenti, non nuove, vanificando gli sforzi di scambio costruttivo. Questo pericolo era presente il giovedì dopo la prima votazione, e questo pericolo è stato superato nei giorni seguenti. Una Chiesa sinodale è allora l’orizzonte che consente la pratica di dialogo, di ascolto e di decisione.

Il testo base su Donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa è in questo senso esemplare. Nelle oltre trenta pagine si chiede che la questione dell’ordinazione delle donne possa essere riesaminata. Il popolo di Dio lo chiede, la richiesta, può essere ignorata con una risposta di autorità? Così il vescovo Franz-Josef Bode, uno dei due portavoci del Forum III e vicepresidente del SW: „Con l’approvazione del documento sulle donne abbiamo scritto un pezzo di storia, della Chiesa nel nostro paese e della storia della Chiesa a livello mondiale“. Ricordiamo che la costituzione apostolica Ordinatio sacerdotalis (1994) di papa Giovanni Paolo II aveva inteso chiudere definitivamente la questione con un argomento di mancanza di autorità da parte della Chiesa di decidere sulla questione dell’ordinazione femminile. (A tal proposito rinviamo anche all’intervista a padre Hervé Legrand Una Chiesa trasformata dal popolo in cui dice: „Per i canonisti, la parola “definitivo” ha un significato molto preciso: definitivo significa che non potrà essere cambiato se non allo stesso livello di autorità, in questo caso inferiore a quello di un dogma„).

L’approvazione del Regolamento di base del servizio ecclesiastico porterà entro l’anno, ha affermato Bätzing all’implementazione del nuovo regolamento nelle diocesi, in base al quale l’identità sessuale, il tipo di relazione affettiva che i dipendenti hanno nella loro vita privata, non può essere motivo di licenziamento in quanto ritenuto sleale nei confronti della Chiesa e non conforme alla dottrina cattolica. L’approvazione del testo sulla morale sessuale avrebbe sicuramente dato un fondamento ancor più saldo al nuovo regolamento, resta tuttavia il fatto che l’approvazione di questo testo è un successo. (Si ricordi la campagna di sensibilizzazione con il film documentario Out in Church, trasmesso sui canali pubblici della tv tedesca lo scorso febbraio).

Sul testo Umgang mit geschlechtlicher Vielfalt (Gestire la diversità di genere) gli interventi intensi dei giovani delegati manifestano una diversa sensibilità nei confronti della tematica rispetto alle generazioni precedenti. Per le giovani generazioni è normale quello che noi dobbiamo invece capire, comprendere, mediare. Dai giovani abbiamo tutti qualcosa da imparare, è il messaggio che arriva dal questa assemblea del SW.

Sulla sinodalità, il SW si è accordato su un testo che prevede il primo passo verso un Consiglio sinodale. In questo senso le dichiarazioni di Stetter-Karp, presidente del ZdK e del SW, in conferenza stampa: „Abbiamo bisogno per il futuro della nostra Chiesa la disponibilità a decidere in maniera autenticamente sinodale. Sono contenta che in questa penultima assemblea sinodale si sia dato un chiaro segnale in questa direzione“.


Si chiude la prima giornata: un sinodo paralizzato dalla delusione?

Poco dopo le 18:00 (giovedì 8 settembre) delusione e sconcerto regnano alla quarta assemblea sinodale perché il testo sul rinnovamento della morale sessuale cattolica non passa, perché non ottiene la maggioranza dei due terzi dei vescovi (33 a favore, 61% contro 21 voti contrari), mentre l’assemblea lo ha votato con un’ampissima maggioranza che non lasciava presagire il risultato finale. Come ogni testo del SW deve ottenere in sede di votazione i due terzi dei presenti all’assemblea (i voti degli astenuti non vengono conteggiati) e i due terzi dei vescovi.

Delusione e coesione nella serata di giovedì 8. Sul cartello si legge: „Kein Platz für Menschenfeindlichkeit (Niente spazio alla misantropia)“. La DBK è riunita in un’alta sala. Foto: ©Synodaler Weg /Maxilimian von Lachner

Si tratta della seconda lettura del testo di base (Grundtext: Vivere in rapporti che funzionano. Vivere lamore nella sessualità e nel rapporto di coppia). L’emozione è palpabile, molti sinodali lasciano l’assise, dopo una breve pausa le parole della direzione del SW (il vescovo Bätzing e Stetter-Karp, presidente del ZdK) esprimono sorpresa per un esito, sicuramente non scontato, ma che tuttavia arriva come una doccia fredda. Chi sono questi vescovi che hanno votato contro? Perché lo hanno fatto? Perché non hanno in questi anni, mesi espresso le loro riserve? È mancato l’esercizio di sinodalità? Il testo era stato approvato in prima lettura. Queste domande ritornano negli oltre cinquanta interventi dei sinodali.

Questa la reazione di Isabella Vergata, sinodale che rappresenta i cattolici di altra madrelingua al SW: „Il problema secondo me è che i vescovi tra di loro non parlano. Piango per la mia Chiesa, piango per tutte le persone che nei prossimi giorni usciranno dalla Chiesa. Sono profondamente triste. Il popolo della Chiesa va in una direzione, per noi il testo base ha vinto, ma non abbiamo la maggioranza necessaria dei vescovi„.

I più ottimisti dicono che il testo sulla morale sessuale non si può cancellare e che avrà ripercussioni, insomma, indietro non si torna. I vescovi che lo hanno approvato, potranno inserirlo nella pastorale delle loro diocesi, suggerisce il presidente della conferenza episcopale tedesca, Bätzing, nelle sue prime reazioni. Anche altri vescovi concordano.

Soprattutto senza parole sono quei laici e laiche che si occupano di pastorale dei giovani o insegnano religione nelle scuole. Che dire loro? Un testo che ha fondamento teologico, lo hanno ammesso anche i vescovi che lo hanno bocciato, in più punti convincente, ma non nell’insieme. Perché non sono state avanzate prima, in un clima di costruttivo dibattito sinodale, queste considerazioni critiche, al fine di giungere a una proposta condivisa, viene loro chiesto da sinodali sbalorditi e scossi.

Che fare allora? L’ordine del giorno, il programma di questa quarta assemblea sinodale è sottosopra, ancora in questo momento (21:45) i vescovi in una sala, gli altri delegati in un’altra sono riuniti per capire che cosa sia successo oggi e perché e che cosa fare domani. Certamente la votazione di oggi è valida ed è stata accettata dalla presidenza del SW, ma probabilmente verrà ripensata la modalità di portare i testi al voto, per esempio sezionando un documento in più parti che andranno votate singolarmente, pezzo per pezzo.

Una sinodale l’ha chiamata Stille Macht, il potere silenzioso dei vescovi, di quei vescovi, che votando contro, si sono sottratti a tempo debito a uno scambio aperto, questo viene loro criticato. Per questo prima di proseguire con l’ordine del giorno, alcuni delegati propongono di anticipare la votazione del testo sulla sinodalità, pratica di ascolto e parola che, hanno costatato oggi con perplessità e smarrimento generale, è evidentemente mancata.

Dopo la pubblicazione dello MHG-Studie (2018), lo studio sugli abusi sessuali da parte del clero e di religiosi, commissionato dalla Conferenza episcopale tedesca, questa si rivolse allo ZdK, ai laici e laiche, teologhe e teologi per essere aiutati ad affrontare i problemi sistemici della Chiesa che hanno favorito l’abuso e proporre soluzioni. Con queste premesse è nato il SW, un cammino, un processo, per arrivare a definire testi e linee di azione nei quattro ambiti problematici individuati, i cosiddetti quattro Foren: quello sul potere nella Chiesa, quello sulla realtà sacerdotale, quello dei ministeri alle donne e quello sulla morale sessuale cattolica.


Frankfurt IV

Si apre oggi la quarta assemblea sinodale a Francoforte. Fino a sabato (8-10 settembre 2022) i 230 delegati discuteranno e voteranno diversi documenti che, precedentemente, i quattro gruppi di lavoro (Foren) del Synodaler Weg, hanno preparato, modificato. Alcuni di questi documenti hanno già superato il voto in prima lettura e dovranno superare una seconda lettura, eventualmente una terza, come previsto dallo statuto del SW.

In seconda lettura ci saranno testi sulla sinodalità: consultarsi insieme e decidere; sull’etica sessuale; su come vivere oggi l’esistenza consacrata del ministero sacerdotale; sulla proposta di togliere l’obbligo del celibato, pur ribadendo il valore della scelta del celibato; su donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa; su una nuova valutazione dell’omosessualità.

Questa quarta assemblea è quindi molto delicata perché con essa il Synodale Weg prosegue la fase deliberativa, infatti i testi che verranno votati in seconda lettura e che supereranno il voto, saranno delibere, ossia le indicazioni ufficiali di riforma della Chiesa in Germania che andranno a Roma, che entreranno nelle consultazioni del Sinodo universale. I documenti richiedono infatti una doppia votazione, i due terzi dell’assemblea e i due terzi della Conferenza episcopale. Le delibere tuttavia non hanno giuridico vincolante.

Tutti i documenti sono disponibili online, alcuni sono anche tradotti in italiano, in inglese e in spagnolo.

I testi elaborati dai quattro Forum sono lineari, chiari, certamente non semplici, ma non impossibili da comprendere anche per un non addetto ai lavori. In altre parole, le tematiche affrontate hanno ovviamente richiesto nella stesura una competenza specifica perché complesse sono le questioni, tuttavia i testi sono comprensibili, ben contestualizzati, ben argomentati e non sono per nulla ad effetto, né usano un linguaggio ostentato. Lo richiede la tematica e la necessità di raggiungere un’ampia comprensione e condivisione senza che le proposte di cambiamento intimoriscano provocando un effetto di chiusura e ostilità. Qui si vede il lavoro sinodale di due anni.

I documenti non saranno vincolanti, è scritto nello statuto (anche questo online sul sito del Synodale Weg) perché la Chiesa in Germania ha in più occasioni ribadito di non voler essere scismatica né di voler intraprendere un cammino speciale, un Sonderweg, incurante della Chiesa universale.

Detto così sembra tutto molto asciutto, molto tecnico, in realtà il SW, sta praticando da oltre due anni un processo di sinodalità, fatto di discernimento, di consultazioni, di trasparenza, di discussioni, di revisioni e di decisioni, di partecipazione appassionata, vivace e rispettosa, di crescita comune e di crescita della consapevolezza dei singoli.

Senza andare a disturbare la pneumatologia, la teologia dello Spirito Santo, quello che avviene nelle Assemblee Sinodali non è una discussione tecnicistica per creare consenso su un testo. Basti seguire le dirette in livestream delle Assemblee per rendersene conto. Certo essere presenti e testimoni dell’atmosfera è ben altra cosa, si vive il clima di attesa, si percepisce il desiderio di rinnovamento della Chiesa per essere più autentica testimone del Vangelo ed essere più missionaria, anche nei colloqui in corridoio davanti a un caffè, nei sentiti momenti di raccoglimento e spiritualità.

Il Sinodo sulla sinodalità

In questo ultimo anno, da quando papa Francesco ha aperto il Sinodo universale sulla sinodalità, ha dato vita a un orizzonte di senso in cui si inserisce anche il SW tedesco, permettendo a quest’ultimo di entrare ancora più strettamente in contatto con altre Chiese locali, con altre diocesi al mondo, e constatare che le questioni che il SW sta affrontando nel suo cammino non sono diverse da quelle di altri cammini sinodali in corso. „L’interesse dei fedeli per una Chiesa che apra alla possibilità di partecipazione nell’ambito dell’impegno diaconale, dell’annuncio e, non da ultimo della leadership e del processo decisionale, non solo è in aumento, ma sta crescendo sensibilmente. Papa Francesco ha colto questo slancio nel momento giusto, invitando la Chiesa mondiale a un grande cammino sinodale comune“. (Irme Stetter-Karp e Georg Bätzing, prefazione del numero speciale Herder Thema „Synodale Wege“)


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