San Francesco oltre il mito: quattro incontri per riscoprire l’uomo dietro il santo
A ottocento anni dalla morte del patrono d’Italia, BET.PoloBiblico propone una rilettura critica della figura francescana attraverso studiosi e teologi. Dal Cantico di Frate Sole al Testamento, fino alla riscoperta di Chiara d’Assisi.
C’è un Francesco che tutti credono di conoscere e un Francesco che, forse, resta ancora da scoprire. È da questa convinzione che nasce Francesco Sine Glossa, il nuovo ciclo di approfondimenti promosso da BET.PoloBiblico in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa intende liberare la figura del santo dalle interpretazioni di una tradizione secolare, appunto sine glossa, senza commenti e aggiunte, che ne ha alimentato la popolarità, ma che al tempo stesso ne avrebbe attenuato la reale complessità storica e spirituale.
Le quattro puntate saranno rese disponibili, una al giorno dal 2 al 5 ottobre 2026, sul canale YouTube di BET.PoloBiblico.
La serie prende il titolo dall’espressione latina sine glossa, „senza commenti“, „senza aggiunte“, e vuole restituire un’immagine più autentica del fondatore dell’Ordine francescano. Una sfida ambiziosa se si considera la straordinaria quantità di biografie, leggende, opere artistiche, rappresentazioni teatrali e produzioni cinematografiche che nel corso dei secoli hanno contribuito a costruire un immaginario collettivo attorno alla sua figura. Secondo i promotori, proprio questa abbondanza interpretativa ha finito spesso per allontanare Francesco dalla sua dimensione più concreta e umana.
Eppure il santo di Assisi continua a sorprendere anche attraverso episodi poco noti. Come quello che lo vide protagonista della riconciliazione tra il vescovo Guido e il podestà Oportulo. Fu in quel contesto di forte tensione che Francesco compose la penultima strofa del Cantico di Frate Sole, dedicata al perdono, inviando poi alcuni frati a cantarla ai due contendenti. L’esito, secondo la tradizione, fu una riconciliazione immediata. Oppure l’episodio degli ultimi giorni trascorsi alla Porziuncola nel 1226, quando chiese alla nobildonna romana Jacopa dei Settesoli, amica fedele e benefattrice, di portargli quei „biscotti boni e profumosi“ che tanto gradiva.
Per raccontare questo Francesco meno stereotipato e più vicino alla realtà storica, BET.PoloBiblico ha coinvolto quattro voci autorevoli del panorama culturale e teologico italiano. Ad accompagnare il percorso sarà l’ebraista Maria Teresa Milano, che introdurrà e modererà tutti gli incontri.
Ad aprire il ciclo, il 2 ottobre, sarà Brunetto Salvarani con una riflessione dedicata proprio alla decostruzione dell’immagine tradizionale del santo. Lo studioso invita a rileggere criticamente perfino uno degli appellativi più diffusi. «Quando si pensa a Francesco, gli si accosta quasi sempre il termine poverello. Peccato che Francesco si sia definito poverello solo una volta, in punto di morte», osserva Salvarani, sottolineando come questo vezzeggiativo non trovi in realtà particolare riscontro nelle fonti biografiche.
Il 3 ottobre sarà la volta della scrittrice Giusi Quarenghi, che guiderà il pubblico nella lettura del Cantico di Frate Sole. Composto tra il 1224 e il 1226, il testo è generalmente considerato il primo grande monumento poetico della letteratura italiana in volgare e rappresenta un passaggio fondamentale nella storia della lingua italiana.
Il giorno successivo la teologa Simona Segoloni commenterà il Testamento di Francesco, testo nel quale emerge con forza il tema della fraternità. Segoloni mette in evidenza come l’incontro con i lebbrosi abbia trasformato radicalmente l’esperienza umana del santo e come la sua idea di povertà si leghi soprattutto al rifiuto delle dinamiche di dominio. «Per Francesco il contrario della povertà non è la ricchezza ma il potere», afferma la studiosa.
La conclusione del percorso, il 5 ottobre, sarà affidata alla teologa Selene Zorzi, che proporrà una rilettura della figura di Santa Chiara. L’accento sarà posto sulla sua autorevolezza e sulla capacità di affermare la propria autonomia anche nei confronti delle autorità ecclesiastiche del tempo. Una donna che, secondo Zorzi, contribuisce ad abbattere le separazioni tra uomini e donne, tra classi sociali e tra diverse condizioni di vita.
Fondata nel 2023, l’associazione BET.PoloBiblico si occupa di promuovere una conoscenza critica del rapporto tra testo biblico, società e cultura. Tra i fondatori figurano Marinella Perroni, Antonio Autiero, Paolo Naso e altri. Il nome „Bet“, seconda lettera dell’alfabeto ebraico, significa „casa“ e richiama l’idea della relazione come fondamento dell’esperienza umana.
Per gli organizzatori, la scommessa è riportare Francesco alla sua dimensione storica, senza tradirne il fascino, per riscoprire quanto la sua esperienza possa ancora parlare al presente.
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