Episcopato tedesco in dialogo con la Santa Sede

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Incontro in Vaticano 28.06.2024 ©Deutsche Bischofskonferenz

Per la terza volta (28 giugno 2024; 22 marzo 2024; 26 luglio 2023) una delegazione di vescovi tedeschi con due laici, e rappresentanti della curia romana si sono incontrati per portare avanti il dialogo dopo gli incontri Ad Limina del novembre 2022.

  • di Paola Colombo

I tempi del posizionamento frontale, del “questo” non si può fare da parte del Vaticano, oppure del “andiamo avanti lo stesso” dei tedeschi, sono finiti. (Si legga su questo: Il Consiglio sinodale (Synodaler Rat) e il no da Roma | Delegazione-mci)

Gli incontri Ad Limina erano stati un’occasione importante per i tedeschi di comunicare faccia a faccia le ragioni del Sinodo tedesco. Ne è seguita una volontà di proseguire il dialogo e di ascoltarsi reciprocamente. Da allora le parti si sono incontrate più volte e si sono espresse con dichiarazioni congiunte per la stampa. Questo è di per sé un segnale positivo.

Il disaccordo verte sul cosiddetto Synodaler Rat, un organismo che la Chiesa tedesca, vescovi (tutti tranne cinque), i laici dello ZdK (Comitato centrale dei cattolici tedeschi), vorrebbero creare per proseguire i lavori del Synodaler Weg, con la creazione appunto di strutture sinodali. Il nodo della questione è la natura di questo organismo: Roma teme che  un Consiglio sinodale possa mettere in discussione il primato dell’episcopato. Dall’altra parte i tedeschi dichiarano, rassicurando il Vaticano, che si muoveranno all’interno del diritto canonico.

Nell’incontro del 28 giugno in Vaticano la conferenza episcopale tedesca ha dunque presentato alla Santa Sede i lavori richiesti lo scorso 22 marzo, ossia sviluppare forme concrete di sinodalità nella Chiesa in Germania in armonia con l’ecclesiologia del Vaticano II, del diritto canonico vigente e del sinodo universale.

Nella discussione i vescovi tedeschi hanno riferito sulla recente riunione della Commissione sinodale (Synodaler Ausschuss), l’organismo temporaneo il cui compito è valutare i fondamenti teologici e le possibilità di organizzazione giuridica di un organismo sinodale nazionale (Synodaler Rat, che non viene più nominato così). La curia desidera infatti sia un’altra denominazione (non più quindi Consiglio sinodale, Synodaler Rat) sia modifiche su altri aspetti, non esplicitati nel comunicato stampa congiunto. In particolare il focus è stato  messo sul rapporto tra l’esercizio del ministero episcopale e la valorizzazione della corresponsabilità di tutti i fedeli. Entrambe le parti vogliono promuovere la sinodalità nella vita della Chiesa, perché lo scopo è una evangelizzazione più efficace, si legge nel comunicato congiunto.

Al fine di preparare un progetto per questo organismo sinodale un gruppo di lavoro della Commissione sinodale (Synodaler Ausschuss) lavorerà a stretto contatto con dei rappresentanti dei dicasteri competenti. Curia ed episcopato concordano che il nuovo organismo sinodale non sarà né di grado pari né superiore alla conferenza episcopale. I colloqui riprenderanno dopo la chiusura del sinodo universale per approfondire temi di natura antropologica, ecclesiologica e liturgica.

Da parte della Curia romana, c’erano i cardinali Victor Manuel Fernandéz, Kurt Koch, Pietro Parolin, Robert F. Prevost OSA e Arthur Roche, nonché l’arcivescovo Filippo Iannone O.Carm. Da parte della Conferenza episcopale tedesca, i vescovi Georg Bätzing, Stephan Ackermann, Bertram Meier e Franz-Josef Overbeck – rispettivamente in qualità di presidente della Conferenza episcopale tedesca e come presidenti delle Commissioni episcopali per la liturgia, per la Chiesa universale e per il culto. Liturgia, Presenti anche la segretaria generale, Dr. Beate Gilles, e il portavoce dell’ufficio stampa della DBK, Matthias Kopp.

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Alcune considerazioni. Con buona pace di coloro che hanno sempre gettato un anatema contro il Synodaler Weg, che hanno gridato allo scisma, che hanno rifiutato pregiudizialmente anche solo di leggere i testi (si trovano online anche in italiano), la curia di Roma si pone in ascolto delle ragioni dell’altro, di una Chiesa particolare che, in maniera coraggiosa, si è messa in discussione ed è alla ricerca di risposte (leggi, riforme) alla crisi. Il vaso di Pandora è stato il vasto scandalo degli abusi e della violenza sessualizzata.

Già allora, nel 2018, papa Francesco aveva scritto al popolo dei fedeli tedeschi, ammonendoli a non fare del loro sinodo un’assemblea che si occupa di rinnovare le strutture ecclesiali dimenticando il fine stesso dell’esserci della Chiesa, l’annuncio e la testimonianza della buona novella. Era un invito a fare attenzione. Non è mai stato un rifiuto di ciò che la Chiesa tedesca stava intraprendendo con il Synodaler Weg.

Oggi, tutta la Chiesa è in cammino con il Sinodo universale. Ieri (09.07.2024) è stato pubblicato il testo, l’Instrumentum laboris, che aiuterà nel discernimento la seconda sessione del sinodo dei vescovi e non vescovi. (Si legga: Come essere Chiesa sinodale missionaria – Presentato l’Instrumentum laboris per i lavori del Sinodo a ottobre | Delegazione-mci). La Chiesa in Germania è parte del sinodo universale e interlocutrice preziosa con il suo carico di esperienza fatta con il Synodaler Weg. La Conferenza episcopale tedesca ha più volte affermato che le questioni sui tavoli nel sinodo universale sono le stesse. Le diversità di esperienze e di vedute sono in contrapposizione. Il Sinodo è un processo aperto in cui confluiscono le riflessioni, le esperienze anche di quello tedesco.