Don Renzo Stefani, ricordato con affetto

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Il giorno 05 febbraio 2023 a Krefeld (Germania), amorevolmente assistito e mancando all’affetto dei suoi cari e dei suoi parrocchiani, è tornato al Padre il servo del Signore Don Renzo Stefani, nato il 10 giugno 1946 a Pramaggiore (Italia).

Don Renzo è stato per tanti anni missionario delle comunità italiane in diverse diocesi della Germania e del Belgio, sacerdote cappellano a Houthalen (Belgio) e insegnante di religione nella Scuola Europea di Mol, O.LV-Visitatie di Leopoldsburg e nel St.-Pauluscollege di Houthalen. Ne danno il triste annuncio le sorelle Gina con Roger † , Anna Maria con Patrick, e i loro figli, Sabrina, Esther, Sarah, Dante, le loro famiglie e le famiglie Stefani e Bertuzzo.

I funerali si sono svolti nella chiesa parrocchiale di S. Lambertus in Houthalen-Helchteren (Meulenberg), sabato 18 febbraio 2023 alle 10:30. La salma è tumulata al Kerkhof di Houthalen. Una Santa Messa di suffragio è stata celebrata nella chiesa di Pramaggiore (Summaga) sabato 18 febbraio alle ore 10:30.


Il ricordo di due parrocchiani, Francesca Ferraro e Georg Strüder

Addio a Don Renzo. Ha combattuto la buona battaglia, ha terminato la corsa, ha conservato la fede. (cfr Tm 4,7). A Krefeld in ospedale giorno 5 Febbraio 2023 si è spento all’età di 76 anni Don Renzo Stefani. Figlio di emigranti veneti, che negli anni Cinquanta del 1900 si trasferirono in Belgio. Dopo tanti anni di servizio pastorale in Belgio nella diocesi di Hasselt, insegnante di religione, ha chiesto di servire come missionario gli italiani all’estero. Dopo aver prestato servizio a Ulm e Remscheid, nel 2000 viene trasferito nelle missioni di Krefeld e Mönchengladbach dove vi rimane fino al 2017, lascia le missioni per pensionamento continuando a vivere a Krefeld. Il suo vescovo gli chiede di aiutare nelle comunità italiane di Genk e dintorni in Belgio, dove le “missioni cattoliche” ufficialmente non esistono più, ma nella Fiandre vi sono delle comunità italiane vive e molto numerose. Ha collaborato anche a livello nazionale, in Vallonia e Fiandre con gli operatori pastorali, preti, diaconi e collaboratori laici sempre per gli italiani. Ha tenuto vivo il rapporto con i confratelli dove fu ordinato prete, cosi anche con i suoi colleghi del lavoro pastorale in Germania. Sostituiva quando gli veniva chiesto nella missione di Moers. Rimane il ricordo del suo modo di vivere, il suo carattere dolce e pronto ad aiutare il prossimo, attento con persone sempre con una parola di conforto e di incoraggiamento. La vita lo ha messo a dura prova data dai suoi problemi cardiaci, che ha affrontato con la consapevolezza e serenità così come tutta la sua vita terrena. Il funerale si è svolto a Houthalen-Meulenberg in Belgio.

 


Riportiamo l’articolo integrale della nipote di don Renzo, Sabrina De Hondt, pubblicato su “Qui Summaga” il 31 maggio 2011 in occasione dei 40 anni diservizio sacerdotale dello zio, e che ben traccia il profilo biografico e spirituale dell’amato don Renzo:

Renzo è nato il 10 giugno 1946 a Pramaggiore; il padre Giovanni infatti, dopo il matrimonio con Maria Bertuzzo, si era trasferito nel paese della moglie. Lì nacquero Gina e Renzo, ma quando il nonno Giuseppe rimase vedovo, la famiglia andò a vivere con lui a Summaga. Era l’immediato dopoguerra e le condizioni dei giovani reduci erano veramente difficili, per questo papà Giovanni accettò di emigrare in Belgio per andare a lavorare in miniera, dove rimase per ben diciassette anni. Il 15 ottobre 1950 fu raggiunto da moglie e figli e lì nacque la terzogenita Annamaria. Abitavano nelle baracche messe a disposizione delle famiglie dei minatori e in queste case baracche maturò probabilmente la vocazione di don Renzo. Frequentò la scuola a Houthalen, poi a Lovania. Entrò in seminario a St. Truiden quando aveva 15 anni e vi rimase fino al termine degli studi.

Don Renzo con la sua famiglia

A quei tempi un seminarista poteva ritornare a casa soltanto ogni due mesi e per lui questo era un grande sacrifico perché gli mancava molto la famiglia, ma perseverò nel cammino intrapreso e il 25 giugno 1971, l’unico figlio maschio di Maria e Giovanni Stefani fu consacrato sacerdote. Ha amministrato il primo battesimo alla sua nipotina, Sabrina De Hondt, e successivamente ha battezzato anche i tre figli della sorella minore: Esther, Sarah e Dante. Dopo la consacrazione sacerdotale fu mandato a Roma per studiare sociologia; rientrato in Belgio, è stato nominato cappellano per i cristiani belgi e missionario per la comunità italiana in diverse località: Meulenberg, Beringen, Maasmechelen. Mentre svolgeva l’attività parrocchiale, praticò contemporaneamente l’insegnamento della religione in una scuola superiore cattolica e nella scuola Europea di Mol.

Sono state tantissime le persone che negli anni hanno incontrato zio Renzo: lui le ascoltava tutte con massima attenzione e dava loro coraggio… poi le invitava a condividere un piatto di spaghetti e la sua mamma, con il poco che c’era, riusciva sempre a preparare il pasto per gli ospiti. Nonna Maria è sempre rimasta accanto al figlio e, quando nel 1996 è deceduta, si è creato un vuoto incolmabile in chi l’aveva amata. Al suo funerale ha partecipato una grande folla, gente proveniente da tutte le parrocchie dove zio Renzo ha svolto il suo ministero tanto che la chiesa era troppo piccola per ospitare tutti coloro che volevano testimoniare il loro affetto e la loro gratitudine a don Renzo; è stata per lui una grande consolazione.

Per zio Renzo le persone hanno “valore”: lui vuole esserci per tutti, soprattutto per gli uomini semplici, deboli, poveri. Le persone che lo hanno conosciuto, raccontano con fierezza e orgoglio di essere stati sposati oppure di aver fatto battezzare i loro figli da lui. Da quindici anni è missionario, responsabile della comunità italiana, in Germania, prima inviato ad Ulm, poi a Remscheid ed ora vive a Krefeld. Per quarant’anni si è dedicato con impegno instancabile ai cristiani di queste regioni europee, ma non ha mai dimenticato Summaga e d’estate cerca di rientrare per qualche giorno al “suo” paese, e approfitta allora per visitare qualche bella località italiana come Caorle, Venezia… Quando gli riesce, trascorre qualche altro breve soggiorno anche durante l’anno, per esempio la domenica delle palme e in quest’occasione ritorna in Belgio con l’auto piena di ramoscelli d’ulivo (le palme italiane sono diverse da quelle distribuite qui). Non si è mai preoccupato di intraprendere viaggi lunghi e faticosi, attraversando passi e passerelli, pur di godere di qualche ora dell’aria di “casa”! A me come prima nipote ha sempre insegnato la bellezza e la storia di Summaga e dell’abbazia, mi ha parlato e descritto posti interessanti nei dintorni come “la madonnina di Caorle” … questo affetto e attaccamento lo conferma nel desiderio di ritornare a Summaga per trascorrere i giorni della pensione nella casetta in via Franca. Gli auguro che lo possa fare in salute e serenità per godere intensamente di quelle “radici” che lo hanno alimentato e sostenuto nei tanti anni trascorsi lontano dalla terra dei padri.

Questo è il ricordo che don Renzo, l’uomo, l’amico, il compagno di viaggio, il buon pastore, lascia nel cuore di tutti, ma anche il vuoto che ci lascia per la sua perdita e l’esempio per i missionari di oggi e di quelli che verranno. Riposa in pace don Renzo e dal cielo prega per noi e per tutti coloro che ti hanno voluto bene.