Dopo la perizia di Monaco di Baviera – Contestualizzazione – Cammino sinodale

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Terza Assemblea sinodale, Bätzing incontra i dimostranti
Terza Assemblea sinodale, 3 febbraio 2022, Francoforte sul Meno, Il vescovo Georg Bätzing in mezzo incontra i dimostranti e riceve da Flachsbarth (presidente della Federazione donne cattoliche KDFB) una raccolta di firme e una lettera aperta delle associazioni cattoliche e gruppi di riforme. ©SYNODALER WEG / MAXIMILIAN VON LACHNER

La perizia sugli abusi sessuali nell’arcidiocesi di Monaco-Frisinga, presentata lo scorso 20 gennaio, ha scosso soprattutto per il coinvolgimento di responsabilità del papa emerito Benedetto XVI, in riferimento agli anni (1977-1982) in cui era a capo dell’arcidiocesi bavarese. Si parla di un suo comportamento sbagliato in riferimento al caso del prete Peter H., del quale erano noti gli abusi su minori.

(di Paola Colombo)

Joseph Ratzinger, dopo la presentazione della perizia, aveva rilasciato una dichiarazione che non corrisponde al vero, dicendo di non essere stato presente a una seduta in ordinariato che stava prendendo provvedimenti su Peter H. (1980), dichiarazione che successivamente ha rettificato. In conseguenza di ciò le richieste dei credenti di uscire dalla Chiesa sono schizzate in alto, come lo scorso anno quando a Colonia fu presentato una perizia analoga. Il danno alla Chiesa è immenso, ha detto il vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, rispondendo alla giornalista Anne Will durante l’omonima trasmissione televisiva (ARD, 30 gennaio): “Benedetto XVI deve scusarsi, non c’è altra via”. La perizia non aggiunge nulla di nuovo, nulla che non sapessimo già, e conferma la assoluta mancanza di empatia die responsabili a tutti i livelli nei confronti delle vittime di abusi nella Chiesa, così Johannes Norpoth, al Katholisch.de, vittima di abusi sessuali e membro del Consiglio omonimo (Betroffenenbeirat).

Un altro accadimento importante di questa fine gennaio è stata l’azione „Out in Church“, (24 gennaio, in prima serata su Ard), nella quale 125 persone uomini e donne queer che lavorano nella Chiesa o in istituzioni ecclesiali, da ospedali a scuole, eccetera, hanno fatto outing circa la loro identità sessuale, che nello stesso tempo era anche un outing del timore di subire conseguenze sul piano professionale, ossia il licenziamento per mancanza di lealtà nei confronti della Chiesa. Hanno messo in evidenza un sistema discriminante che sottosta ad altre regole rispetto a tutti gli altri datori di lavoro.

In questo contesto e nella consapevolezza della Chiesa di trovarsi in una profonda crisi, si è svolta la terza assemblea del Cammino sinodale (3-5 febbraio 2022, Francoforte).

La celebrazione eucaristica presieuta dal vescovo Georg Bätzing che ha inviato a tenere l’omelia con lui, Irme Stetter-Karp, neopresidente del Zentralkomitee der deutschen Katholiken e membro della presidenza del Synodale Weg.

Un’assemblea che ha approvato in via definitiva due documenti base che offrono il quadro teologico al cammino di riforme intrapreso poco più di due anni fa. Usciamo ora dalla cronaca di queste ultime settimane drammatiche per la Chiesa e facciamo una passo indietro nel tempo per comprendere che cosa sta succedendo nella Chiesa in Germania.

La perizia di Monaco segue quella di altre diocesi, ricordiamo, Colonia, nel marzo 2021, Aachen 2019, e altre sono tuttora in corso e seguiranno. La Chiesa cattolica tedesca ha intrapreso da alcuni anni un lavoro di elaborazione molto sofferto per portare alla luce i casi di abusi, recenti e passati; lo fa per onestà verso le vittime, per comprendere quali sono i fattori sistemici della “struttura” Chiesa che favoriscono l’abuso e per rimuoverli, lo fa infine per se stessa, per la ecclesia di uomini e donne.

Quali sono le tappe di questo lavoro di elaborazione? Un percorso di elaborazione degli abusi su minori nella Chiesa che è fatto di analisi, di perizie, di lenta presa di coscienza ma anche di proposte costruttive:

  • 2018 – Pubblicazione dello Studio MHG – Abuso sessuale di minori da parte di sacerdoti cattolici, diaconi e religiosi di sesso maschile nella giurisdizione della Conferenza Episcopale Tedesca (2014-2018), vasto e documentato lavoro di ricerca sugli abusi sessuali all’interno della chiesa cattolica tedesca, intrapreso dagli istituti di ricerca di Mannheim, Heidelberg e Gießen, da cui il nome MHG, e commissionato dalla Conferenza episcopale tedesca. (Qui sotto la sintesi anche in italiano. I documenti sono online).
  • 2018 – Lettera al popolo di Dio di papa Francesco (agosto 2018). Il papa, scosso dallo scandalo degli abusi (“cultura di morte”) emersi anche in altri paesi, indica nel clericalismo una causa sistemica che favorisce gli abusi: „Dire no agli abusi significa dire no con forza a qualsiasi forma di clericalismo”. E aggiunge che “è impossibile immaginare una conversione dell’agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del popolo di Dio”. (La lettera è anch’essa online)
  • 2019 – Synodaler Weg – Tornando in Germania, alla luce di quanto è emerso dallo studio MHG la tappa successiva è stata intraprendere un cammino di discussione, di confronto egualitario fra laici, clero, religiose e religiosi, un dialogo aperto e senza tabu con lo scopo di produrre documenti di riforma vincolanti. Questo è il Synodale Weg, apertosi alla fine del 2019, e che dal 3-5 febbraio si è riunito per la terza volta. I 230 delegati, discutono, portano avanti e approvano documenti, preventivamente preparati in gruppi di lavoro su quattro temi centrali: 1) Potere e divisione dei poteri nella Chiesa – Partecipazione comune e progettazione missionaria – 2) Vita sacerdotale oggi; 3) Donne nei servizi e nei ministeri della Chiesa; 4) Separazione dei poteri nella Chiesa. Il Cammino sinodale, è nato su iniziativa della Conferenza episcopale tedesca e del comitato dei laici tedeschi, Zentralkomitee der Deutschen Katholiken. Obiettivi, costituzione, temi e documenti sono scaricabili anche in italiano sul sito www.synodalerweg/italiano.

Diario della prima giornata (3 febbraio) al Synodale Weg

Isabella Vergata

Fino a stamattina temevo veramente che la Chiesa fosse ormai giunta al capolinea, ma finalmente qualcosa si muove ed è giusto che sia così. È appena trascorsa la mezzanotte di questa lunga giornata e, in hotel, ripenso a questa giornata. 
Il „day one“ della terza assemblea sinodale è finito ed è stato tutto sommato buono. Senza voler citare nomi, alcune frasi dei tanti sinodali che hanno preso parola risuonano ancora in me:
„Se la Chiesa non è per le persone, allora per che cosa c’è“
„Si può restare membri di un ordine religioso e allo stesso tempo uscire dalla chiesa?“
„Soffro della mia Chiesa ma la amo“
„Dobbiamo sempre ascoltare e andare a vedere, ma ciò che sento e vedo è semplicemente incredibile, indicibile e disumano“.

Isabella Vergata alla terza Assemblea sinodale, Foto: Synodaler Weg / Maximilian von Lachner


Un sinodale ha citato il libro Die Gottesvergiftung (Avvelenamento da Dio) di Tilman Mosers dicendo che abbiamo lasciato accadere che nella nostra Chiesa Dio venisse avvelenato.  Ha chiuso il suo intervento dicendo: „Desidero una chiesa che non avveleni Dio, ma che lo renda possibile“.
Tutti ci siamo resi conto che il Cammino sinodale si trova in un momento decisivo e con la votazione dei testi di oggi abbiamo potuto posare una pietra miliare.
La tensione era alta e il sollievo dopo la votazione lo era ancora di più, perché il primo testo base (Orientierungstext) è stato approvato in seconda lettura con una maggioranza sia dei 2/3 dell’assemblea che dei vescovi ed è quindi il primo testo ufficiale dell’assemblea a essere accettato. È ufficiale.

Sono molto contenta inoltre che i segni dei tempi vengano ora finalemente considerati una fonte teologica di comprensione. I segni dei tempi diventano così un „locum teologicum“ (luogo teologico) accanto alle Scritture, al Magistero, alla tradizione, alla teologia e al sensu fidei dei credenti. (E lo scandalo degli abusi è un segno dei tempi, hanno ripetuti i sinodali, ndr)
Anche il testo base  „Macht und Gewaltenteilung“ (Potere e separazione dei poteri) è stato approvato a chiara maggioranza. Sono occorse tre maggiornanze di 2/3 (assemblea, vescovi e delegati non maschi).
Il „Day One“ volge alla fine, sono stati raggiunti due traguardi importanti, sono soddisfatta e sollevata. La strada verso una Chiesa sinodale in Germania è ora un po’ spianata. In conclusione possiamo dire di aver dimostrato che la sinodalità deve essere espressa non solo nei testi ma deve essere anche vissuta. Ora ricarico la batteria dello cellulare e le mie per la giornata di domani. Buona notte. (Delegata al SW per le comunità di altra madrelingua).


Recentemente anche la Francia è stata turbata da quanto è emerso dal Rapporto della commissione sugli abusi sessuali nella Chiesa di Francia nell’ottobre scorso (330.000 vittime, oltre 3.000 preti coinvolti in abusi su minori neglu ultimi 70 anni. Certamente, gli abusi sessuali sui minori avvengono anche in altri contesti sociali, famiglie, associazioni e non c’è limite all’orrore ogni volta che queste violenze vengono alla luce. Proprio per questo il lavoro difficile di elaborazione, prevenzione che ha intrapreso la Chiesa in Germania può essere esemplare per altri contesti: “Le nostre linee guida per la lotta contro gli abusi, più volte rese più severe, il nostro lavoro di prevenzione e di intervento hanno raggiunto da anni il livello di standard internazionali riconosciuti” (DBK, riportata sotto).

Jérôme Vignon, ospite al SW come osservatore dalla Francia, ha detto che pur essendo impensabile un SW in Francia (ndr come in altri paesi per la mancanza di un comitato di laici) il cammino sinodale insegna: ad ascoltare; la presenza del sensu fidei, la sua dimensione spirituale; la modalità di trasparenza di svolgimento die lavori con la pubblicazione die documenti che crea fiducia nell’operato da parte dell’opinione pubblica; il tener presente la dimensione globale della cristianità. Inoltre ha aggiunto il sinodo universale die vescovi aperto da papa Francesco lo scorso ottobre, che si trova nella fase di consultazione dei credenti, offre l’occasione per un dialogo a livello delle Chiese europee e l’orizzonte per un processo di riforme.

Quello di Vignon è un appello al dialogo. Bätzing ha sottolineato quanto il sinodo mondiale sia un’occasione per questo e ha detto che è in atto anche il dialogo con il Vaticano. Il 10 gennaio è stato in udienza dal papa insieme al segretario generale del sinodo dei vescovi, il cardinale maltese Mario Grech. I due si erano precedentemente incontrati anche insieme al cardinale Jean-Claude Hollerich presidente del Comece (Commissione della conferenza episcopale dell’Unione europea). Infine Bätzing e Irme Stetter-Karp (ZdK) hanno ricordato che il SW è seguito con interesse da molte chiese nel mondo. A breve il ZdK si incontrerà con l’analoga organizzazione in Austria. La terza assemblea sinodale ha visto un clima di dialogo, di rispetto reciproco, di sinodalità vissuta, di discussione su posizioni differenti ma senza fazioni. Interventi brevi, concisi, pregnanti, eppure molto sentiti. Il lavoro, sinodale, è quello che avviene nei mesi fra le assemblee, dove i gruppi di lavoro si riuniscono, discutono, scrivono, modificano, migliorano. Respingendo la ripetuta critica di una chiesa che sta diventando protestante, un sinodale ha detto che la Chiesa si sta invece evangelizzando. In questa terza assemblea due testi base sono stati approvati, gli altri 11 testi su donne e Chiesa, sul celibato dei preti, sulla morale sessuale sono stati approvati in prima lettura. Le prossime due assemblee saranno decisive perché solo con la seconda lettura verranno approvati o respinti definitivamente.


Dichiarazione del Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca per affrontare l’abuso sessuale (Würzburg, 25 gennaio)

La pubblicazione di un altro rapporto suigli atti criminali di abuso sessuale e il loro insabbiamento ci hanno profondamente scioccati. La perizia ha ricevuto un’attenzione particolare per il fatto che l’operato e le ammissioni del papa emerito Benedetto XVI, quale arcivescovo di Monaco e Frisinga sia stato oggetto di indagine.

Beate Gilles, Segretaria generale della Conferenza episcopale tedesca, lo scorso autunno a Fulda

Avvertiamo la considerevole perdita di fiducia e comprendiamo la notevole diffidenza che arriva a noi vescovi da parte della società e dei credenti. Proseguiamo – in maniera indipendente e libera da falsi riguardi – nell’affrontare le proprie colpe e tiriamo le conseguenze sistemiche, per impedire tali crimini. Le nostre linee guida per la lotta contro gli abusi, più volte rese più severe, il nostro lavoro di prevenzione e di intervento hanno raggiunto da anni il livello di standard internazionali riconosciuti.

Per amore della verità è necessario che noi vescovi ci assumiamo la responsabilità che riguarda noi e i nostri predecessori allo stesso modo. Abbiamo bisogno di un ampio cambiamento culturale nella Chiesa che deve compiersi per rispetto davanti alle vittime, ai credenti e per un obbligo interiore da adempiere. Occorre far luce sui crimini e sulla carenza di responsabilità anche se il processo è doloroso. A questo si sono impegnate le diocesi dopo la pubblicazione dello Studio-MHG (Abusi sessuali su minori da parte di preti, diacono, e religiosi maschi nell’ambito della Conferenza episcopale tedesca) del settembre 2018. Dopo le perizie pubblicate nelle singole diocesi ne seguiranno altre; queste scosse ci accompagneranno ancora. Perché l’elaborazione non mette in luce solo il comportamento vergognoso dei colpevoli ma mostra come i responsabili all’interno della Chiesa si siano comportati in maniera inappropriata e sbagliata.

La responsabilità personale  – compresa quella dei responsabili del passato – non deve essere livellata.

Siamo grati per la stretta e buona collaborazione con con il Commissario indipendente contro gli abusi sessuali del governo federale (UBSKM). L’accordo stipulato nbel giugno 2020 con l’UBSKM continua a essere la base per tutte le elaborazioni a livello istituzionale. Salutiamo favorevolmente quindi che il contratto di governo del nuovo esecutivo intenda rafforzare l’ufficio dell’UBSKM, ancorandolo alla legge e con obblighi di rendiconto periodici di fronte al Parlamento. L’elaborazione sessuale degli abusi deve essere una preoccupazione per la società nel suo insieme. La vogliamo sostenere soprattutto attraverso le commissioni di elaborazione nelle diocesi. Il diritto ecclesiatico non è al di sopra del diritto statale.

La Chiesa cattolica si trova in una crisi grande e molteplice. Abbiamo sotto gli occhi i grandi numeri di fuoriuscite dalla Chiesa, viviamo  l’estrema perdita di fiducia sia a livello individuale che pubblico. Percepiamo anche la demoralizzazione e la delusione dei nostri dipendenti, fra i credenti, presso membri della Chiesa impegnati e fedeli, che fra coloro che si impegnano nella Chiesa che si adoperano in diversi ruoli in senso cristiano per le persone e per la Chiesa. Abbiamo bisogno di rinnovamento. Una componente essenziale per questo rinnovamento è il Cammino sinodale, che dal 2019 percorriamo insieme al Comitato centrale dei cattolici tedeschi e a tante altre e tanti altri rappresentanti della vita della Chiesa, per trovare possibilità, di prevenire in futuro le cause sistemiche degli abusi anche attraverso cambiamenti strutturali. Non è un cammino senza controversie ma siamo fiduciosi di poter trovare soluzioni comuni. Solo sulla via della riconciliazione, del rispetto e dell’accoglienza reciproci il Cammino sindale potrà portare i frutti per una Chiesa rinnovata. Siamo convinti che la nostra chiesa  abbia un futuro perché crediamo nella forza rinnovatrice dello Spirito di Gesù che agisce in ciascun membro del popolo di Dio e che come Chiesa ci mostra la via della verità e della giustizia.


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