Donne bibliche: Claudia Procula, la moglie dell’uomo che fece uccidere Gesù

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Icona greco ortodossa di Claudia Procula che la riconosce santa Foto: commons wikimedia

Nel Credo, che a partire dal quarto secolo viene recitato in tutte le celebrazioni liturgiche, il nome Ponzio Pilato viene messo in relazione alla crocifissione di Gesù, ma la prova archeologica della sua esistenza storica – un’iscrizione a Cesarea Marittima – è stata ritrovata solo nel 1961. Fino a pochi decenni fa, l’esistenza del procuratore romano poteva essere messa in discussione per mancanza di prove.

Pur essendo certi che Ponzio Pilato sia esistito, di lui si sa davvero poco… e di sua moglie si sa ancora meno. Tuttavia, le sue parole rivolte al marito e riportate solo nel vangelo di Matteo – «Non ci sia nulla tra te e questo giusto, infatti io ho sofferto molto in sogno oggi a causa sua» (Mt 27,19) – hanno dato luogo nel corso della storia a innumerevoli speculazioni.

Nulla sappiamo del contenuto del sogno e nulla sappiamo di questa donna, che solo in un documento falsificato e risalente al XVII secolo, viene chiamata Claudia Procula. Insieme a suo marito era a Gerusalemme e abitava nell’ ex palazzo di Erode il Grande, il cosiddetto praetorium, luogo dove si svolsero anche l’interrogatorio di Gesù e la sua flagellazione.

Svegliatasi la mattina, fa mandare un messaggio a Pilato, che nel frattempo aveva iniziato ad occuparsi di Gesù. Per gli interpreti del testo, è chiaro che questo sogno è una specie di rivelazione. Mentre Crisostomo, Ambrogio e Calvino sono certi che il sogno sia un’ispirazione divina, Beda, Anselmo e Lutero lo attribuiscono al diavolo, che avrebbe voluto evitare la morte di Gesù, a partire dalla quale l’umanità sarebbe stata salvata.

Nonostante Claudia Procula consigli a Pilato unicamente di evitare di immischiarsi, il suo messaggio viene sempre letto come un chiaro tentativo di salvare Gesù. Di conseguenza, Claudia Procula viene considerata santa, facendo una carriera brillante che non ha nulla a che vedere con il testo del vangelo, ma solo con la sua interpretazione. I pii cristiani dei primi secoli della chiesa hanno voluto riconoscere, in questa figura, un’accorata propugnatrice del cristianesimo delle origini.

Anche lei, come suo marito, rimane tuttavia una figura profondamente enigmatica.