Corriere d’Italia, 70 anni di storia

Libri – La storia del Corriere d’Italia

58
Copertina del libro
Copertina del libro

In occasione dei suoi settant’anni è appena uscito il libro “Corriere d’Italia, 70 anni di storia” (da richiedere presso segreteria@delegazione-mci.de). Il volume di una settantina pagine è scritto a due mani, da monsignor Silvano Ridolfi, direttore emerito della testata, il quale ha curato la parte dedicata alla nascita del giornale e ai primi decenni; e da Licia Linardi, direttrice della testata, che ha scritto i capitoli sugli anni Settanta fino ai giorni nostri, affiancando il lavoro di redazione con la scrittura del libro e il coordinamento con don Ridolfi dall’Italia.

Scrivere la storia del Corriere d’Italia significa ripercorre la storia dell’emigrazione italiana nella Germania del Dopoguerra e ciò è parte della storia d’Italia, della Germania e dell’Europa. Questo libro nasce sia come memoria storica sia “per ricordare e onorare il rilevante contributo dato dal lavoro italiano alla rinascita ed al successo di questo Paese”, così scrive nella prefazione, padre Tobia Bassanelli, editore del Corriere d’Italia, già nel mondo dell’informazione dagli anni ’70 presso le edizioni Dehoniane di Bologna.

Quando esce il primo numero nel 1951 si chiama “La Squilla” e porta la firma di don Aldo Casadei, missionario a Francoforte e primo missionario del Dopoguerra in Germania. È un bollettino di collegamento, di informazione ma anche di conforto per gli italiani che arrivano in Germania e che arrivano poi più massicciamente a partire dall’accordo bilaterale fra l’Italia e la Repubblica Federale nel 1955. A sostenere il progetto del periodico informativo per gli italiani ci sono anche don Vincenzo Mecheroni, missionario a Colonia, Luigi Fraccari a Berlino e padre Valentinelli a Monaco.

La Squilla poi cambia formato e nome nel 1963 diventando Corriere d’Italia. Il libro “Corriere d’Italia, 70 anni di storia”, suddiviso in cinque capitoli e una appendice sulla stampa di emigrazione, si sofferma sui temi che la testata ha affrontato e approfondito negli anni, restituendo la storia di questo paese dalla prospettiva dell’emigrazione italiana. Ritroviamo poi i direttori succedutisi alla guida del giornale, la loro impronta personale, dettata però anche dalle sollecitudini che il cambiamento dei tempi impone. Non di rado articoli del Corriere d’Italia sono stati ripresi e pubblicati dalle agenzie stampa italiane confermando il giornale come fonte attendibile e originale per la stampa italiana.

Il Corriere d’Italia vive gli alti e i bassi portati dal cambiamento nel mondo della carta stampata: un periodo di svolta sono in questo senso gli anni ’90 con la rivoluzione digitale che mette in ginocchio molte pubblicazioni e alla quale il Corriere d’Italia fa fronte rinforzando la redazione e aumentando il numero di collaboratori, che sono sempre volontari. Qualche anno dopo, nella prima decade degli anni 2000 “la diminuzione degli abbonamenti da parte delle Missioni e il forte calo di pubblicità dovuto alla crisi delle grandi aziende turistiche mettono in serie difficoltà la sopravvivenza del Corriere” (pag. 45). Tutto questo è raccontato nei 70 anni della storia del Corriere d’Italia.

Le Missioni erano e sono, anche se oggi in modo diverso, un punto di appoggio per gli italiani in Germania e per quelli in arrivo, e un ambito di questo sostegno si manifesta con l’impegno verso l’informazione laica attraverso il Corriere d’Italia. Per questo la Delegazione, come coordinamento fra le Missioni, oggi diremmo network, rete, ha sempre creduto nel Corriere d’Italia tanto da affrontare le difficoltà economiche della testata con cambiamenti, per esempio il passaggio da settimanale a mensile, pur di mantenere viva la testata in forma cartacea e di assicurarle un futuro anche nell’era della digitalizzazione. Il Corriere d’Italia diventa infatti mensile in formato tabloid nel 2004 e nel 2007 nasce il sito online.

La Squilla, Il Corriere d’Italia in veste settimanale degli anni ’80 e nella versione attuale

Il Corriere d’Italia è finanziato coi contributi della Conferenza episcopale tedesca, ossia la Federazione delle Diocesi (VDD) e dal ministero degli Affari Esteri (Maeci). Accanto alla pubblicazione della Storia del Corriere d’Italia in occasione dei 70 anni è in corso la digitalizzazione di tutti i numeri che verrà messa a disposizione per i ricercatori e per tutti gli interessati.

Il Corriere d’Italia oggi è presente nei ristoranti, nelle aziende e istituzioni italiane ma soprattutto nelle università, nelle facoltà di italianistica e nelle scuole bilingui. Queste ultime hanno anche recentemente manifestato un vivo interesse verso il Corriere d’Italia come fonte di materiale in lingua italiana. Un compito quello di tener viva e alimentare la lingua italiana nei nostri connazionali di seconda e terza generazione che la redazione tiene in gran conto oltre, naturalmente, l’attenzione ai contenuti a servizio della comunità italofona di ogni età.

“I valori fondamentali della dignità della, persona umana, del diritto-dovere del lavoro, della priorità della famiglia e del bene comune, “si legge nell’introduzione, “della necessità della fede, dell’unità della famiglia umana, della fecondità delle culture e della necessità di una integrazione europea sono stati e resteranno i valori fondamentali cui si è dedicato e vuole continuare a dedicarsi il nostro giornale”, un orientamento sul quale la testata può proseguire il suo lavoro e impegno per i prossimi 70 anni.