Si è concluso ieri il cammino sinodale italiano (2021-2025) con la votazione e approvazione (781 su 809) di Lievito di pace e di speranza, documento di sintesi del Cammino sinodale delle chiese che sono in Italia. Il voto, segreto, ha riguardato il testo nel suo complesso, le tre sezioni di cui è composto e le 124 proposizioni.
- Di Paola Colombo –
Gli aventi diritto al voto alla Terza Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia erano i delegati ufficiali delle diocesi italiane, inclusi vescovi, presbiteri, religiosi e laici, scelti secondo criteri di rappresentanza ecclesiale. Di seguito si leggono parti degli interventi del cardinale Matteo Zuppi, di monsignore Erio Castellucci e del commento al documento del teologo Andrea Grillo.
Se il Cammino sinodale oggi è terminato, ci accompagnerà lo stile sinodale che ci spinge a realizzare nel tempo – consapevoli delle urgenze – quello che abbiamo intuito, discusso, messo per iscritto e infine votato (Matteo Zuppi)
Quando nell’ottobre del 2021 papa Francesco diede avvio al Sinodo sulla sinodalità che ha coinvolto la Chiesa universale e la cui fase celebrativa si è conclusa lo scorso anno (ottobre 2024) con un documento di sintesi che ora è in fase di implementazione (vedi Giubileo e fase attuativa del Sinodo | Delegazione-mci), in quell’ottobre 2021 la Chiesa italiana aveva iniziato un suo proprio cammino sinodale, su ripetuta esortazione di papa Francesco „Fate un Sinodo in Italia“. Per tutto questo tempo i due sinodi sono proceduti parallelamente, „si è trattato di un unico grande percorso sinodale, che ci ha permesso di coniugare il locale con il globale“ – ha detto ieri mons. Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale e arcivescovo di Modena-Nonantola.
Scarica il documento di sintesi Lievito di pace e di speranza:
CamminoSinodale_DocumentodiSintesi.pdf
„Le conclusioni non erano scritte prima di cominciare!“ (cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI)
Vale la pena di citare qualche passaggio dell’introduzione di mons. Castellucci davanti alla terza Assemblea sinodale perché restituisce il clima dei lavori durato quattro anni, e le parole conclusive del presidente della CEI, card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che consegna il documento approvato ai vescovi affinché si traduca in pratiche pastorali.
„Gli incontri con le persone sono stati la tessitura del nostro Cammino sinodale italiano“, ha detto nell‘introduzione alla Terza Assemblea sinodale mons. Erio Castellucci e citando un solo numero per dare l’entità dell’evento sinodale: „il totale dei gruppi che nel primo anno, impegnato in un ascolto aperto a tutti, si sono incontrati, accolti, confrontati e misurati con l’unica grande domanda consegnata da Papa Francesco: ‚come può la Chiesa essere sinodale e missionaria?‘. Ebbene, 50.000 gruppi, composti ciascuno mediamente da una decina di persone. Un fenomeno che, anche solo nelle sue dimensioni quantitative, rappresenta un ‚unicum‘ nella storia recente del nostro Paese e nella nostra esperienza ecclesiale“.
Il cammino sinodale italiano è stato scandito da tre fasi, similmente al sinodo universale: una ascolto (Narrativa), una di discernimento (Sapienziale) e una di orientamento (Profetica).
Questo percorso ci ha aiutato ad essere noi stessi più sinodali: a cercare di capirci, anche quando avevamo idee diverse; ad ascoltarci, anche quando avremmo volentieri zittito l’altro; a integrare le nostre prospettive, anche quando pensavamo di avere un’idea ormai assodata (Castellucci).
L’esperienza quadriennale della sinodalità – ha proseguito – ci ha fatto percepire la possibilità di riformare il nostro stile personale e comunitario, ha respirato i sogni e le fatiche delle nostre Chiese locali, ha ricollocato le comunità cristiane nell’orizzonte della missione, aperte ai drammi e alle risorse del mondo, di cui esse stesse fanno parte.
Che cosa succede ora al documento?
Mons. Erio Castellucci: „Il documento di sintesi passerà ai Vescovi, i quali gli daranno forma definitiva, attivando il loro carisma di pastori e custodi della fede e della vita ecclesiale. La CEI dovrà assumere il testo, lasciarsi orientare dai consensi che le singole proposte avranno ricevuto in questa Assemblea, stabilire che cosa possa essere deliberato subito e che cosa richieda invece altre forme: orientamenti, cammini, linee guida. I Vescovi stabiliranno delle tappe di recezione del Documento di sintesi, elaborando anche – come richiesto specialmente dai recenti lavori regionali – dei sussidi nazionali circa le priorità individuate“.
Cardinale Matteo Zuppi: „Una volta che oggi questa Assemblea sinodale ha congedato il testo con il suo voto, è ora compito dei Pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole. Collegialità e sinodalità. La prossima Assemblea Generale della CEI avrà proprio la discussione su questo documento come tema portante“.
Il Cammino sinodale non parla solo alla Chiesa, ma è profezia per la vita sociale e civile: le occasioni sinodali in questi quattro anni sono state spesso utili e paradigmatiche anche per gruppi, enti e organismi operanti nella società e nella politica. La Chiesa, come ha detto Papa Leone, nella sua prima omelia in Piazza San Pietro, deve collocarsi nel mondo come “lievito di pace, di concordia, di fraternità” (Mons. Castellucci).
Mons. Erio Castellucci si è soffermato sul fatto che è stato compiuto un „percorso libero“ e che ha dato un risultato non prefabbricato. C’è stata anche una fase di stallo, di difficoltà quando la Seconda Assemblea sinodale non trovò il consenso sul testo delle Proposizioni: „La fretta di decidere – non certo la malafede – aveva condizionato la preparazione del testo delle Proposizioni, che non è stato riconosciuto adeguato ad esprimere il percorso fatto. E il Consiglio Permanente della CEI lo ha ritirato, registrando il quasi unanime consenso dell’Assemblea, e chiedendo comunque di valutare e integrare le centinaia di emendamenti che su quel testo erano stati proposti. Non è stato un passo indietro, quell’Assemblea, ma un passo in avanti: verso una maggiore corresponsabilità, nella libertà di potersi esprimere anche in dissenso“.
Anche il cardinale Matteo Zuppi, nelle sue conclusione alla Terza Assemblea sinodale, ha detto: „mi sembra che questi anni ci abbiano protetto dai rischi indicati da Papa Francesco del formalismo, curare la facciata senza cercare la sostanza, di strumenti e strutture, dell’intellettualismo, del “parlarci addosso” superficiale e mondano, dell’immobilismo, che non prende sul serio il tempo che abitiamo. Solo la nostra fede nel Cristo Gesù, morto e risorto per noi e la missione per una messe che è abbondante, la spinta che nasce dalla commozione evangelica di Gesù per la folla stanca e sfinita, ci ha ispirato e orientato sin dai primi passi, nel 2021.
Infine, riportiamo le parole di papa Leone XIV, citate ieri da Zuppi, che proferì nel discorso alla conferenza episcopale italiana del 18 giugno:
“In secondo luogo, guardate al domani con serenità e non abbiate timore di scelte coraggiose! Nessuno potrà impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri. Nessuno potrà impedirvi di annunciare il Vangelo, ed è il Vangelo che siamo inviati a portare, perché è di questo che tutti, noi per primi, abbiamo bisogno per vivere bene ed essere felici.
Abbiate cura che i fedeli laici, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica”.
Andrea Grillo, teologo liturgista, professore a Roma e a Padova, nel suo blog Come se non, esprime una valutazione positiva del documento di sintesi del Sinodo italiano che si può leggere interamente cliccando il titolo: Cammino sinodale italiano, molte ricchezze, un bel tono, piccole resistenze. Andrea Grillo scrive:
„Non è difficile rallegrarsi per il lavoro compiuto nel recente percorso annuale, che va dal novembre 2024 a questo ottobre 2025. Il serio impegno su tutti i livelli ecclesiali (dal centro alla periferia) ha prodotto un documento che merita una lettura attenta (il testo del Documento di Sintesi si può trovare a questo link: https://www.chiesacattolica.it/cammino-sinodale-online-il-documento-di-sintesi-lievito-di-pace-e-di-speranza/). I tre capitoli di cui è composto delineano il quadro di una Chiesa italiana non ripiegata su di sé e attenta alle principali sfide del nostro tempo. Una appendice descrive il percorso compiuto, essenzialmente dal 2021 ad oggi, per la elaborazione del cammino sinodale, che trova non solo nel documento, ma in uno stile, il suo punto di arrivo“.
Grillo evidenzia che con Lievito di speranza e di pace è maturato un testo che ha superato i limiti delle precedenti formulazioni, „il testo dei ‚Lineamenti che a novembre 2024 era stato presentato mostrava parecchie lacune“ ma anche quello di marzo 2025 le ’50 proposizioni‘ non „era stato affatto un gran progresso“. Nel suo commento il teologo savonese mette in luce gli aspetti positivi del documento di sintesi in relazione alla liturgia: „Ci troviamo, dopo due decenni di lavoro sui testi, a dover riprendere il percorso, con criterio non anzitutto apologetici, ma attenti alle relazione tra Cristo e la sua Chiesa. Tutte le proposte del §.36 vanno chiaramente in questa direzione“; alla partecipazione al governo della Chiesa: „La guida episcopale e presbiterale della comunità deve scoprire la integrazione, nella guida, di altri soggetti: diaconi, laici, laiche, religiosi e religiose. Le modalità di questa partecipazione al governo devono essere studiate, in relazione alle nuove forme di vita“.
In seguito, „il superamento degli «stereotipi di genere» (§71) appare un passaggio notevole, in vista di una effettiva crescita del riconoscimento della autorità di tutti i battezzati“ – scrive Grillo – . Sul riferimento al „genio femminile“ fa notare: „Se si vuole superare il pregiudizio di genere, ma si usano espressioni, per quanto autorevoli, di quello stesso pregiudizio, l’intento complessivo risulta meno lucido e meno efficace.“
Infine, conclude Andrea Grillo l’immagine del lievito nel titolo „può bene rappresentare la autocoscienza della Chiesa cattolica italiana nella cultura contemporanea e indirizzarne meglio le priorità e i compiti, al costo di una conversione sinodale che chiede ad ogni battezzato (ordinato o meno) la disponibilità ad interpretare in modo diverso (più ricco e più complesso) il proprio ruolo di discepolo/a di Cristo“.
ANDREA GRILLO è nato a Savona ed è professore ordinario di teologia dei sacramenti e di filosofia della religione presso l’Ateneo S. Anselmo, in Roma e presso l’ILP S. Giustina, Padova. Come se non è il suo blog di attualità teologica. Tra le sue pubblicazioni citiamo: Riti che educano. I sette sacramenti, Assisi, Cittadella 2011; Le cose nuove di ’Amoris Laetitia’, Assisi, Cittadella, 2016; Domande al Padre. La forma cristiana del pregare, Bologna 2016; Da museo a giardino. La tradizione della Chiesa oltre il “dispositivo di blocco”, Assisi, Cittadella, 2019; Recentemente ha curato la raccolta di saggi Senza impedimenti. Le donne e il ministero ordinato, Queriniana, 2024. Amore all’eccesso – Libertà e sesso nella «società della dignità», Edizioni Sanpino, maggio 2024, Donne ad autorità limitata – Il difficile cammino verso il diaconato femminile, Edizioni Dehoniane 2025.






