Bätzing: “Non scriviamo testi ma sogni che devono crescere”

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Synodaler Weg, Delegaten aus Mainz
La squadra di Mainz al Synodaler Weg, da s. Pfarrer Markus Wigbert, Isabella Vergata, il vescovo Peter Kohlgraf, vescovo ausiliare Udo Bentz, Daniela Ordowski e Martin Buhl®Bistum Limburg

Der Sinodale Weg – Seconda assemblea plenaria – Francoforte, 30 settembre – 2 ottobre. (PC)

“Sono grata per questi giorni, per le consultazioni che hanno impresso una direzione, per le decisioni buone prese, per il dibattimento onesto e per l’impegno (volontario) profuso. La Chiesa vive ed è plurale”. Così si è espressa Isabella Vergata, una dei due delegati che rappresentano le comunità di altra madrelingua nel Synodale Weg, in chiusura della seconda assemblea sinodale.

In questa tre giorni sono stati presentati in prima lettura i documenti preparati nei mesi precedenti dai quattro forum, quello sul potere della Chiesa (I), sulla vita sacerdotale oggi (II), sulle donne nella Chiesa (III), e sulla morale sessuale (IV). Oltre cento pagine (si trova tutto online synodalerweg.de) di testi sono stati discussi e approvati con le modifiche. Sono stati approvati 12 documenti su 16, per gli altri è mancato il tempo. I testi hanno ottenuto una maggioranza che oscilla fra il 76% e il 92% (erano necessari i due terzi dei delegati) e passeranno a una seconda lettura nella prossima assemblea sinodale nel febbraio 2022. La decisione di direzione (Richtungsentscheidung), quella delle riforme, è stata confermata da questa assemblea. È passato il testo sul potere della Chiesa nonostante ci sia stata una vivace discussione e sia stato presentato un testo alternativo. Si è discusso e trovato un ampio consenso sull’aprire alle donne, e in generale ai laici preparati, la possibilità di tenere l’omelia durante la celebrazione eucaristica. Grande consenso ha avuto il testo sulla morale sessuale che rappresenta un effettivo cambio di passo perché apprezza la sessualità come forza positiva e riconosce che essa appartiene all’identità della persona e che tutte le persone nella loro sessualità sono creature di Dio e da lui amate. Sulla sinodalità, il potere e la democrazia nella Chiesa, ha sintetizzato Karin Kortmann, vicepresidente uscente del ZDK, dicendo che, quando si parla di democrazia nella Chiesa si intende partecipazione, obbligo di rendere conto e trasparenza e non vi si vuole introdurre la democrazia parlamentare.

Un momento della seconda assemblea plenaria del Synodale Weg. Foto di Maximilian von Lachner

Forse ci sarà una quinta assemblea sinodale all’inizio del 2023. La decisione verrà presa nelle prossime settimane dai due iniziatori del Synodale Weg, ossia la Conferenza episcopale tedesca (DBK) e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi, ZDK. L’annuncio ha trovato molto consenso fra i delegati. Questo significa che il Synodale Weg entrerà nella fase decisiva dell’approvazione dei testi durante il sinodo universale “Comunione, partecipazione e missione” (si veda sotto) che si apre questo mese e durerà fino a ottobre 2023. Il vescovo Georg Bätzing si era già espresso positivamente sul documento preparatorio del sinodo vedendovi un proseguimento e non una contrapposizione ai lavori del Synodale Weg. Una quinta assemblea sinodale potrà offrire maggiori opportunità, di far conoscere i contenuti del Synodale Weg a livello mondiale con chiarezza e senza equivoci? A questa nostra domanda, Georg Bätzing ha risposto: “È un piacevole effetto collaterale. Vogliamo lavorare per arrivare a un risultato con calma, concentrati e in modo corretto. La seconda assemblea ha presentato per la prima volta i documenti. Quando noi nel febbraio del 2023 concluderemo saremo nel mezzo del sinodo universale che nell’autunno 2023 confluirà nel sinodo dei vescovi. Credo che questo ci darà una maggiore opportunità di trovare ascolto, di portare le nostre questioni e di avere maggior tempo di entrare in dialogo con le altre chiese del mondo”.


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Più volte è stata ribadito che il Synodale Weg è a servizio della Chiesa universale, non è un cammino solitario della Chiesa tedesca, e che riceve consensi anche da altri sinodi nel mondo. “Non stiamo facendo questo cammino solo per noi”, ha detto Hans Josef Bode, vescovo di Osnabrück e vice presidente della DBK, „ma che ci inseriamo nel cammino della Chiesa universale“. Alla seconda assemblea c’era una ventina di osservatori esterni, tre hanno preso parola, tra cui il rappresentante della Chiesa svizzera e uno della Chiesa polacca. I lavori erano seguibili in diretta livestream anche in lingua inglese. Il Synodale Weg cerca il dialogo con il Vaticano, finora invano, ha detto Karin Kortmann, rivolgendosi al nunzio apostolico di Berlino, il croato Nikola Eterovic, ricordandogli inoltre che il presidio non è mai stato invitato a Roma e che alle lettere si può rispondere.

C’è ancora molto lavoro da fare e una quinta assemblea sinodale permetterebbe di svolgerlo senza troppa pressione per raggiungere gli obiettivi prefissati. Forse la prospettiva di avere più tempo ha decompresso quei delegati che nel pomeriggio di sabato hanno lasciato anzitempo la sala congressi della Fiera di Francoforte. Un abbandono che ha interrotto i lavori del pomeriggio, non senza disappunto del presidio, e per i quali è quindi mancata la maggioranza dei due terzi dei delegati che dovevano votare i documenti sulla responsabilità giuridica.

Il Synodale Weg si è riunito in piena pandemia lo scorso autunno in quattro conferenze regionali, dopo la prima plenaria del gennaio 2020. I quattro forum hanno continuato a lavorare in tutto questo tempo sia sui testi base sia su quelli estesi. All’apertura di questa seconda assemblea c’era sconcerto, perplessità persino rabbia, per la non accettazione da parte del papa delle dimissioni del cardinale di Colonia, Rainer Maria Woelki e del vescovo di Amburgo, Stefan Heße. I lavori invece si sono svolti in un clima rispettoso, accompagnati da momenti di preghiera, gli interventi sono sempre stati precisi, accurati, attinenti alla materia. Un paio di volte ci sono state battute accese che però non hanno compromesso il clima costruttivo dell’assise. Per Thomas Sternberg, presidente uscente del ZDK, questa assemblea ha ritrovato lo spirito positivo di Francoforte della prima. Forse sono stati pochi gli interventi dei vescovi, su una sessantina di presenti, cinque o sei hanno preso la parola nel dibattito, spesso il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, sempre molto critico sul Synodale Weg (iniziatore del sito synodale-beitraege.de). Anche se un’ampia maggioranza ha licenziato i documenti per una seconda lettura, l’esito del Synodale Weg non è scontato, ha ricordato Sternberg, perché i documenti finali dovranno essere approvati anche dai due terzi dei vescovi. 

Infine la delegata Isabella Vergata ha commentato: “Siamo stati coraggiosi e possiamo continuare a essere coraggiosi… Proseguiamo questo cammino affinché si possa interpretare il Vangelo alla luce dei segni dei tempi”. E in questo non bisogna dimenticare le comunità di altra madrelingua. Nel suo intervento sulla sinodalità della Chiesa ha sottolineato che in “questa ‘nuova’ costruzione, il consiglio sinodale, le comunità di altra madrelingua devono poter avere voce e più spazio di espressione”. “Anche nel Synodale Weg” ha ribadito, “è difficile rappresentare con due persone un gruppo così ampio e caleidoscopico, come sono appunto le Comunità di altra madrelingua”.


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