„In un tempo abituato a contare i morti e a considerare un nulla la vita di ogni creatura, il tema scelto da papa Leone XIV per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2026 ricorda a tutti che ogni esistenza brilla agli occhi di Dio“.
È l’incipit di mons. Corrado Lorefice, Presidente Fondazione Migrantes e Cemi, arcivescovo di Palermo, pubblicato sul recente numero di Migranti Press, dedicato interamente alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno. Segue l’editoriale nella versione integrale. (PC)
Migranti e rifugiati, i piccoli del Vangelo
di mons. Corrado Lorefice
In un tempo abituato a contare i morti e a considerare un nulla la vita di ogni creatura, il tema scelto da papa Leone XIV per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2026 ricorda a tutti che ogni esistenza brilla agli occhi di Dio.
È incredibile la critica mossa alla comunità cristiana, accusata di «buonismo» e di «fare politica» quando parla di accoglienza. La Chiesa non anima sentimentalismi e non fa politica: fa Vangelo.
E da qui una visione di polis, di città umana e umanizzante. Alla fine della vita, infatti, saremo giudicati non sul potere, non sul successo, ma sull’amore. Questo vuol dire che di fronte al povero, al sofferente, al bambino, non ha senso cercare spiegazioni o retropensieri. Vanno accolti, e basta.
Non come si accoglie un “poveraccio”, ma come chi ha qualcosa da dirti e da darti. Quando capiremo che l’altro è quell’oltre che ci porta a pienezza? Quando capiremo che solo stando accanto ai deboli si scopre la dolcezza dell’anima e del corpo di cui parla Francesco d’Assisi nel suo Testamento?
Il Padre misericordioso non chiede al figlio «perché sei tornato»: sei tornato, sei venuto, sei un figlio, un fratello. Altro non serve. Oggi i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo. Dio si ricorda di loro. Esistenze irripetibili, volti presenti singolarmente alla memoria del Padre, che giungono a ribaltare le nostre idee religiose e a metterci di fronte a uno scandalo mai sopito: sono loro il volto di Dio, perché con loro si è identificato il Figlio di Dio.
Il modo in cui li trattiamo è la cartina di tornasole della veridicità del nostro rapporto con Dio. Dirsi cristiani e non accogliere è una contraddizione assoluta. D’altronde, Gesù è fuggito in Egitto per insegnarci che Dio non conosce frontiere. La famiglia di Nazareth che varca il confine benedice tutti gli attraversamenti di frontiera. Fuggire dagli Erodi che non guardano negli occhi i bambini è, a volte, l’unico modo per dare un futuro ai propri figli.
La storia è nata e rinata da un bambino a Betlemme, così la storia dell’umanità rinasce ogni volta che un bambino viene custodito. Custodire i bambini è forse, oggi, il compito più urgente che ci sia dato. «Una madre a Gaza non dorme… Ascolta il buio, ne controlla i margini, filtra i suoni uno ad uno / […] per cullare i suoi bambini. / E dopo che tutti si sono addormentati, / si erge come uno scudo di fronte alla morte» (Ni’ma Hassan).
Una madre a Gaza. Una madre in tutti i teatri di guerra del mondo. In questa veglia senza sonno si condensa tutto il senso di questa nostra Giornata: perché anche un solo bambino, un solo volto, una sola vita, vale come il mondo intero agli occhi di Dio e, se vogliamo davvero dirci suoi discepoli, anche ai nostri.
Scarica il messaggio di Leone XIV dell’11 agosto
PER LA 112ª GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO „Anche uno solo di questi bambini (cfr. Mt 18,10)
Un capoverso del messaggio del Papa:
„Anche uno solo di questi bambini
Dinanzi a questa drammatica realtà, il mio pensiero va a una parola di Gesù che interpella profondamente la coscienza di ciascuno: «Chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me» (Mt 18,5). Non è una questione di cifre o di statistiche. Il Vangelo ci invita a non fare calcoli: anche uno solo. Ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignità infinita. È immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen 1,26), è presenza del Signore. Davanti a ciascun minore migrante, siamo chiamati a compiere un atto di umanità e di fede: nel bambino, infatti, possiamo accogliere e incontrare il Signore. Questa chiamata si fa ancora più pressante alla luce dell’altra affermazione del Signore nel Vangelo di Matteo: «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35).“

Da Migrantes Online – È integralmente dedicato alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre 2026), come di consueto ogni anno, il numero doppio speciale di Migranti Press in uscita, eccezionalmente in distribuzione presso tutte le parrocchie italiane.
Il tema della Giornata (in breve, GMMR), indicato da papa Leone – “Anche uno solo di questi bambini” – è il filo conduttore dei contributi pubblicati sulla rivista, a partire dall’editoriale del presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ricorda che i migranti e i rifugiati sono i piccoli del Vangelo e che la Chiesa che li tutela e li accoglie «fa Vangelo».
Scrive il presidente: «È incredibile la critica mossa alla comunità cristiana, accusata di “buonismo” e di “fare politica” quando parla di accoglienza. La Chiesa non anima sentimentalismi e non fa politica: fa Vangelo. E da qui una visione di polis, di città umana e umanizzante. Alla fine della vita, infatti, saremo giudicati non sul potere, non sul successo, ma sull’amore».
Il numero si struttura in due sezioni.
- Nella prima cinque brevi saggi che inquadrano il tema dentro i principali ambiti di missione pastorale e culturale della Fondazione Migrantes: immigrazione, rifugiati e richiedenti asilo, emigrazione, spettacolo viaggiante, rom, sinti e camminanti.
- Nella seconda un focus dedicato alla presenza della Migrantes in Toscana (in collaborazione anche con Toscana Oggi), introdotto da un testo dell’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli. Ogni anno, infatti, a rotazione, la Chiesa italiana individua una Regione ecclesiastica che segua e accompagni con particolare attenzione la Giornata.Non a caso, la S. Messa ufficiale della GMMR sarà celebrata il 27 settembre 2026 alle ore 11.00 nella Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi a Siena e presieduta dall’arcivescovo di Siena-Colle Val D’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il card. Augusto Paolo Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana.
In molti contributi del numero speciale di Migranti Press, grande attenzione è dedicata, visto il tema della GMMR, alla condizione dei minori stranieri non accompagnati, con storie, testimonianze e dati.
La rivista contiene, inoltre, il manifesto per la Giornata, proposto e realizzato dalla Fondazione Migrantes per tutta la Chiesa italiana, anche in considerazione della “colletta obbligatoria”; e un sussidio liturgico staccabile. Tali materiali sono disponibili anche sul sito migrantes.it.







