Delegazione MCI

Carissimi,

 

anche se solo con un breve saluto, voglio farmi presente per esprimere la mia gioia di questo vostro ritrovarvi che porta con sé la promessa della presenza del Signore: "Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20). E per il tema che avete scelto, in sintonia con il Sinodo che fra qualche giorno avrà inizio in Vaticano: "Il credo delle nuove generazioni".

 

Infatti non siamo i custodi di una tradizione gloriosa ma che appartiene al passato - la Chiesa non è un museo, come vorrebbe qualcuno - ma i testimoni del Vangelo di cui siamo debitori alle nuove generazioni, una Parola sempre nuova, che dobbiamo consegnare viva. Era il compito che si era prefisso il Concilio Vaticano II e che è ben riassunto in quelle due parole, solo apparentemente contraddittorie, che ne riassumevano il programma: resourcement (ritorno alle fonti) e aggiornamento.

 

E i giovani, più di noi, anche oggi ne hanno sete, hanno sete di bellezza, di bontà, di senso ... di Dio. Come acutamente notano molti padri della Chiesa commentando la conclusione dell'incontro fra Gesù e il giovane ricco - "Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto perché aveva molti beni" (Mc 10,22) - proprio la tristezza, la noia che sembra caratterizzare molti giovani della nostra Europa, sono un richiamo posto da Dio nel loro cuore e forse il preludio di un nuovo incontro del giovane con Cristo.

 

Vi auguro dunque in questi giorni di guardare i giovani con amore - "Allora Gesù fissatolo, lo amò" (Mc 10,20) - per trovare la forza di proporre loro il bene, l'avventura della santità. Buon lavoro.

 

 

 

Don Giovanni De Robertis

Direttore generale

Deutsche Bischofskonferenz
Chiesa Cattolica Italiana
Bistums Limburg
Corriere d'Italia