Delegazione MCI

Circolare Nr. 7/2018

Carissimi,

siamo in pieno periodo estivo. Molti di noi sono fuori sede, per le ferie. Le attività delle nostre Comunità sono quasi tutte ferme, compresi gli orari d’ufficio e le messe domenicali in italiano, avendo la possibilità di “incentivare” la frequenza a quelle delle parrocchie locali. Fermarsi fa bene: per prendere fiato e rinnovare energie, e magari studiare anche qualche idea nuova per la pastorale.

 Il Dr. Lukas Schreiber nuovo Nationaldirektor für die Ausländerseelsorge. Con questo comunicato del 29 giugno la Conferenza Episcopale Tedesca annuncia la nomina del successore di Stefan Schohe: “Dr. Lukas Schreiber wird zum 1. Oktober 2018 neuer Nationaldirektor für die Ausländerseelsorge. Der Nationaldirektor ist der Migrationskommission der Deutschen Bischofskonferenz zugeordnet. Sein Tätigkeitsbereich umfasst die muttersprachliche Seelsorge (fremdsprachige Gemeinden in Deutschland), die Seelsorge für Roma, Sinti und verwandte Gruppen, die Circus- und Schaustellerseelsorge, die Flughafenseelsorge, die Seemannsseelsorge und die Apostolische Exarchie für katholische Ukrainer des byzantinischen Ritus in Deutschland. Darüber hinaus unterstützt er den Bischöflichen Beauftragten für die Gläubigen der mit Rom unierten Kirchen, Weihbischof Dr. Dominikus Meier (Paderborn). Dr. Schreiber (geb. 1970) hat Katholische Theologie, Soziologie und Erziehungswissenschaften studiert. Seit 2006 ist er Referent für Katholische Schulen im Sekretariat der Deutschen Bischofskonferenz. Dr. Schreiber ist darüber hinaus seit 2012 Mitglied der Bundesleitung des deutschen Schönstatt-Familienbundes. Gemeinsam mit seiner Ehefrau Diana Schreiber bildet er dort seit 2017 die hauptverantwortliche Leitungsfamilie. Dr. Schreiber übernimmt seine neue Aufgabe am 1. Oktober 2018. Er folgt in diesem Amt Stefan Schohe, der am 31. Juli 2018 in den Ruhestand tritt”. Dalla Delegazione, dal Consiglio e da tutte le nostre Comunità i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Nationaldirektor e la disponibilità alla massima collaborazione.

 Mci di Ulm e Neu Ulm: don Giuseppe rientra in Italia - Il 31 ottobre 2018, dopo 35 anni di presenza a Neu Ulm e 25 a Ulm, per motivi di età e di salute don Giuseppe Gilberti termina il suo servizio nelle due Comunità, per far rientro in Italia. Con lettera del 18 aprile al vescovo di Augsburg dr. K. Zdarsa e del 22 maggio al vescovo di Rottenburg-Stuttgart dr. G. Fürst (ed alla Delegazione), dopo essersi consultato con il suo vescovo di Brescia mons. L. Morstabilini, don Giuseppe ha proposto questa data (accettata) per la conclusione del suo ministero sacerdotale nelle due diocesi. Prima di prendere la strada del rientro festeggerà il 50° di sacerdozio, il 3 ottobre, nella chiesa St. Albert Offenhausen. Le sue due Comunità resteranno unite anche dopo. La Diocesi di Augsburg ha chiesto a quella di Brescia di mettere a disposizione un sacerdote. Se non sarà possible, alla Migrantes ed in Delegazione ci sono diverse richieste. Don Giuseppe era arrivato in Germania il 7 marzo 1982, alla Missione di Wolfsburg, dove è rimasto fino a tutto il settembre del 1983, per passare poi a quella di Neu Ulm. La stampa locale (la Südwestumschau del 2.6.18) gli ha dedicato un ampio ed interessante articolo, dal titolo “Pendeln zwischen Heimaten” (in allegato).

 DBK: “No a interessi politici a scapito delle vite umane” - Il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Tedesca (DbK), al termine della riunione del 26 giugno a Berlino, ha rilasciato una dichiarazione sul salvataggio in mare dei rifugiati nel Mediterraneo, ripresa sia dalla SIR che da Migrantes online. “Più di 13mila persone in cerca di protezione, dall’inizio del 2015, sono annegate nel Mediterraneo, più di mille già quest’anno. Nelle ultime settimane e giorni, la situazione già precaria è peggiorata ulteriormente. Alle navi di salvataggio è negato l’ormeggio nei porti europei. Questo mira a scoraggiare gli sforzi di salvataggio marittimo e a perseguire interessi politici a scapito delle vite umane”. I vescovi tedeschi ricordano che “il dovere di soccorrere le persone in difficoltà è sancito dal diritto internazionale. O lo Stato stesso assume questo compito o deve consentire alle organizzazioni non governative di agire supportandole. Chi blocca entrambe le possibilità, accetta la sofferenza e la morte dei rifugiati in maniera esplicita. Come Chiesa, contraddiciamo vigorosamente la tendenza a farlo. Gli standard di base dell’umanità non dovrebbero mai essere contestati. Il confine dell’Europa non deve essere il limite della morte”. Il Consiglio permanente della Dbk ribadisce che “la drammatica situazione nel Mediterraneo mostra che le risposte comuni nello spirito della solidarietà europea sono più che mai necessarie”. Il documento richiama tutti gli Stati dell’Unione europea al proprio impegno: “Gli stati del sud dell’Unione europea non devono essere lasciati soli. Invece dell’egoismo nazionale, l’Europa ha bisogno di un’equa divisione delle responsabilità, in cui ogni Stato fornisce il proprio contributo”. In allegato il testo originale tedesco.

 Uscito il flyer della Zona Centro – Dopo quasi due anni di lavoro, durato così a lungo per la lentezza dell’invio dei dati richiesti, il 6 giugno è uscita la versione definitiva del flyer della Zona Centro. Il pieghevole, in formato PDF, pronto per la stampa, a cura dei responsabili di zona Georg Feller e sr. Nancy, è stato spedito per email a tutte le Comunità della Zona Centro, ai collaboratori assunti ed a molti volontari. Ogni Missione deve ora provvedere alla stampa ed alla diffusione, distribuendolo, oltre che nelle proprie sedi e nelle chiese, nei luoghi di ritrovo dei connazionali o di possibile passaggio (comuni, uffici consolari, centri, sedi delle associazioni, ecc). Chi non ha rispettato l’ultima scadenza per l’invio dati (maggio) dovrà ora aspettare qualche mese per il flyer 2019. In ogni caso i cambiamenti che avvengono nelle Comunità, vanno mandati a Giorgio entro la fine di settembre 2018, in modo che possano rientrare nella nuova edizione del pieghevole. Delle 18 Comunità vengono presentati: l’indirizzo, il telefono, l’email, il sito internet, il parroco, l’orario di ufficio e quello delle messe, e le attività principali.

 Rapporto Ocse 2017: calano gli sbarchi, crescono gli italiani nel mondo - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria ha presentato a Parigi il Rapporto annuale sulle migrazioni. Nell’indagine si evidenzia come nel 2017, fra i paesi Ocse, gli Stati Uniti e la Germania abbiano ricevuto il maggior numero di richieste d’Asilo. Per quanto riguarda l’Italia il Rapporto sottolinea una riduzione nel 2017 (ne sono arrivati 119.000) dei migranti giunti nel nostro paese via mare, un calo del 34% rispetto al 2016. Nel Rapporto anche alcune indicazioni sull’emigrazione italiana nel mondo che secondo l’Ocse registrerebbe un aumento crescente. I connazionali che hanno registrato la loro residenza all’estero sono stati infatti 102.000 nel 2015 e 114.000 nel 2016, con un aumento dell’11%. Per l’Osce comunque, al di là dei dati ufficiali, la stima reale dell’emigrazione italiana oscillerebbe nel 2016 fra i 125.000 e i 300.000 connazionali.

 Giornata Mondiale del Rifugiato. Nel 2017 68 milioni di persone in fuga – Il 20 giugno di ogni anno si celebra la Giornata mondiale del Rifugiato, voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, in fuga da Paesi sconvolti da conflitti, violenze e crisi endemiche, alla ricerca di una opportunità di salvezza. Dal 1988 ad oggi sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 35.000 persone. Nel 2017 sono stati 3.116 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare, con una media di quasi 10 morti al giorno. E il 2018 purtroppo si mostra altrettanto drammatico: da gennaio ad oggi risultano morte 587 persone. Secondo UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a fine 2017 erano oltre 68 milioni le persone costrette alla fuga. Di queste, solo nel corso dell’anno passato, circa 16 milioni hanno abbandonato le proprie case per la prima volta o ripetutamente. Questo dato rappresenta un numero elevato di persone in fuga: 44.500 al giorno, ossia una persona ogni due secondi. A Roma il 21 giugno si è svolta la preghiera ecumenica “Morire di speranza” in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa, organizzata da ACLI, Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione.

 Roma: 65 partecipanti al Corso di formazione "Linee di pastorale migratoria". Si è tenuto a Roma dal 25 al 29 giugno l’edizione 2018 del Corso di Formazione “Linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes e rivolto ai Direttori Migrantes regionali e diocesani di recente nomina e i loro Collaboratori; ai Cappellani etnici (di recente nomina) che svolgono il ministero nelle Diocesi italiane e ai missionari per gli italiani all’estero di nuova nomina che devono perfezionare il loro “Attestato provvisorio” rilasciato dalla CEMI (Commissione Episcopale per le Migrazioni) e ricevere al termine del Corso l’ “Attestato definitivo”; ai religiosi, religiose, laici impegnati nel volontariato e interessati alle migrazioni e ai seminaristi. Vi hanno partecipato 65 corsisti provenienti da 47 diocesi italiane e dall’estero, che hanno ascoltato i diversi interventi, sotto la guida del Direttore Generale della Migrantes, don Gianni De Robertis, e del Presidente mons. Guerino Di Tora, che ha presieduto la liturgia eucaristica al termine della prima giornata. Il Corso, a cui hanno partecipato anche alcuni sacerdoti da poco in Germania o candidati a venire, si è concluso con una Divina Liturgia nella Basilica di santa Sofia a Roma, in rito cattolico bizantino. La celebrazione è stata preceduta da una visita guidata della Basilica e seguita da alcune testimonianze dei fedeli ucraini in Italia. Il 28 gennaio scorso la Basilica, importante centro spirituale e culturale per tutti gli ucraini che vivono nel nostro Paese, è stata visitata da papa Francesco. In Italia vivono oggi 200mila ucraini con 145 comunità greco-cattoliche, informa Migrantes online. Alcune sono piccole, composte da 20-30 fedeli, la maggioranza di 250-300, e alcune superano le mille persone, e in grandi città come Napoli, Roma, Milano vanno oltre le cinquemila. Li seguono 62 sacerdoti, divisi in tre vicariati: uno al Nord, uno al Sud e un altro al Centro con un coordinatore per ogni zona.

Verso il Sinodo sui giovani: pubblicata la “Instrumentum laboris” – È stato reso noto il 19 giugno il documento di lavoro del Sinodo (in allegato), che Migrantes online così sintetizza. “Tra i migranti, un’alta percentuale è costituita da giovani”. È uno dei dati citati dall’Instrumentum laboris del Sinodo dei giovani di ottobre, che si sofferma sulla questione dei “minori non accompagnati da un familiare adulto e da quanti arrivano in un Paese straniero in età scolare avanzata”. “Molti rischiano di finire vittime della tratta di esseri umani e alcuni spariscono letteralmente nel nulla”, denuncia il testo. “Ad essi vanno aggiunti i giovani delle seconde generazioni, che sperimentano difficoltà in termini di identità e di mediazione tra le culture a cui appartengono, particolarmente quando c’è un grande divario sociale e culturale tra il Paese di partenza e quello di arrivo”. “Non c’è ancora un consenso vincolante sull’accoglienza di migranti e rifugiati, o sulle cause dei fenomeni migratori, malgrado il riconoscimento dell’imperativo universale di prendersi cura della dignità di ogni persona umana”, il grido d’allarme. “Il continuo aumento del numero di migranti e rifugiati, e in modo particolare la condizione delle vittime di tratta e sfruttamento, richiedono di attivare percorsi a tutela giuridica della loro dignità e capacità di azione e al tempo stesso di promuovere cammini di integrazione nella società in cui arrivano”. Senza contare “i tanti giovani che continuano a vivere in condizioni di guerra o di instabilità politica”, alcuni dei quali “vengono arruolati a forza o con la manipolazione in gruppi paramilitari o in bande armate, mentre alcune giovani donne vengono rapite e abusate. Coloro che sopravvivono soffrono varie conseguenze psicologiche e sociali”. Oltre all’accompagnamento specifico dei giovani che si trovano a “diventare adulti in contesti di grande violenza”, per aiutarli a superare i traumi subiti, “altrettanto importanti – si legge nel testo – sono i percorsi di riconciliazione a livello locale o nazionale, perché offrono un contesto in cui le vite dei giovani che hanno vissuto violenze anche brutali possono ritrovare e offrire energie preziose per superare divisioni, rancori, vendette”.

In breve – Per motivi di età don Giovanni Ferro, della Missione di Colonia, è stato esonerato dalla Diocesi dalla carica di Cappellano e contemporaneamente nominato Subsidiar. Continuerà a svolgere il solito lavoro pastorale, finchè ne sarà in grado.

Il parroco di S. Gordianus (Bad Kreuznac-Planic, diocesi di Mainz), dr. Georg Rheinbay, avendo studiato al Collegio Germanico ed alla Gregoriana a Roma per 8 anni, concludendo con il dottorato in teologia, è disponibile per celebrazioni in italiano: tel. 0671-65043, georg.rheinbay this is not part of the email @ I don't like SPAM dekanat-bingen.de.

Con decreto del vescovo di Limburg dr. Georg Bätzing del 7 maggio don Giuseppe Cagnazzo è stato nominato, a decorrere dal 15 luglio 2018, responsabile della Comunità Cattolica Italiana di Wiesbaden. Grazie della disponibilità e auguri.

All’avvio dell’anno pastorale 2018-2019, pubblicheremo il nuovo Indirizzario, con gli aggiornamenti avvenuti nelle nostre Comunità e nelle Diocesi tedesche. Prego di segnalarci al più presto i cambiamenti avvenuti, in modo che li possiamo introdurre.

Dal 16 al 29 luglio la sede della Delegazione rimane chiusa, per le ferie del personale. Riapre lunedì 30. Anche in questo periodo io sono comunque sempre raggiungibile sia per posta elettronica che per cellulare.

Rinnovo a tutti ogni miglior augurio di benefico riposo in questo periodo estivo e porgo cari saluti.

p. Tobia Bassanelli, Delegato 

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